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"Medicina Alternativa"   per  CORPO  e   SPIRITO
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Alternative Medicine"
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BANCA MONDIALE e VACCINI

 

I Veri Pirati = Banchieri, Banche, Multinazionali
L'attuale creazione di denaro dal nulla operata dal sistema bancario è identica alla creazione di moneta da parte di falsari.
La sola differenza è che sono diversi coloro che ne traggono profitto (By Maurice Allais, premio Nobel per l'economia)

Chi ha creato la Federal Reserve Bank ?

Nell' anno 1776, Thomas Jefferson dichiarava: “Se gli Americani consentiranno mai a banche privati di emettere il proprio denaro, prima con l'inflazione e poi con la deflazione, le banche e le grandi imprese che ne cresceranno attorno, priveranno la gente delle loro proprietà finché i loro figli si sveglieranno senza tetto nel continente conquistato dai loro padri. Il potere di emissione va tolto via dalle banche e restituito al popolo, al quale esso appartiene propriamente.” By Thomas Jefferson 

FERMIANO le BANCHE: Associazione per la difesa dei Cittadini nelle cause contro le banche

Video su VACCINI e Finanza mondiale
 

Sull’emergenza Vaccini in campo la World Bank

E’ partito con un investimento di 1 miliardo e mezzo di euro il progetto Amc (Advance Market Commitment) voluto dai governi d’Italia, Gran Bretagna, Canada, Norvegia e Russia insieme a World Bank e Gavi Alliance.
L’Amc, presentato a Roma, prevede la creazione di vaccini destinati ai bambini dei paesi più poveri.
L’iniziativa è finalizzata a combattere lo pneumococco, una delle cause principali della polmonite e della meningite, che ogni anno uccidono più di ,6 milioni persone, di cui la gran parte minori sotto i 5 anni d’età.  (NdR: non e' vero sono falsita' biologiche)
Il progetto garantisce fondi per un periodo da 7 a 10 anni e prevede misure per garantire una sostenibilità di lungo termine per i paesi più poveri, sia per quanto riguarda il rifornimento dei vaccini sia per quanto concerne il prezzo. «Con il lancio di questo progetto, dimostreremo che siamo in grado di salvare milioni di vite grazie agli investimenti e all’esperienza dell’industria», spiega Paul Wolfowitz, presidente della World Bank. «L’obiettivo è accelerare la produzione di vaccini realizzabili e urgenti per i paesi più poveri dove migliaia di bambini muoiono ogni giorno di malattie che si possono prevenire».
All’incontro è intervenuto anche Tommaso Padoa Schioppa, il cui il ministero ha guidato la campagna per l’adozione in Italia del progetto: «Gli Amc costituiscono un approccio innovativo che unisce strumenti finanziari basati sul mercato e intervento pubblico. Questo strumento apre una nuova frontiera nel finanziamento alla lotta contro la povertà e le malattie infettive. Progetti internazionali come questo potranno salvare milioni di vite e dimostrare che lo sviluppo può e deve accordarsi con la necessità di assicurare uguaglianza e garantire un futuro migliore per le popolazioni più povere e indifese».
L’Amc contro lo pneumococco garantirà l’acquisto di vaccini, soltanto se questi saranno in grado di rispondere a standard di efficacia e sicurezza stabiliti in anticipo e se i paesi in via di sviluppo li richiederanno.
Dopo questo periodo di 10 anni, nel progetto sono già presenti condizioni per garantire ulteriori finanziamenti.
Per ora gli investimenti si suddividono tra Italia che ha messo a disposizione 635 milioni, Regno Unito con 485 milioni, Canada con 200, Russia con 80, Norvegia con 50 e Fondazione Gates con altrettanti.
Un coinvolgimento di sforzi a cui dovrebbero far seguito le partnership con le industrie farmaceutiche. «Abbiamo indetto una gara tra le maggiori industrie mondiali», spiega Julian LobLevyt, segretario generale dell’Alleanza Gavi. «Gli studi clinici su una versione del vaccino contro lo pneumococco sono a buon punto e si può pensare che tra circa tre anni un vaccino contro polmonite e meningite sarà pronto".
Però i produttori mancano della capacità di produrre e distribuire un vaccino su larga scala, mentre c’è necessità di estendere la copertura del vaccino nei paesi in via di sviluppo.
Non sappiamo chi saranno i produttori finali ma sappiamo che dobbiamo fare pressioni sui governi dei paesi poveri affinché investano in salute e garantiscano alla popolazione locale l’approvvigionamento dei farmaci».
Il progetto è portato avanti da un comitato di esperti indipendenti con rappresentanti dei paesi industrializzati e dei paesi in via di sviluppo, che ha raccomandato che lo pneumococco fosse la malattia nei confronti della quale avviare un progetto pilota Amc.
Più avanti, il comitato farà una valutazione sull’Amc e stabilirà e monitorerà alcuni standard per i vaccini.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità identificherà un prodotto finale che risponda ad un profilo ideale e valuterà la qualità, la sicurezza e l’immunogenicità dei vaccini Amc.
L’alleanza Gavi e la Banca Mondiale saranno responsabili del buon funzionamento dell’Amc sotto il profilo programmatico e finanziario. «Ci aspettiamo conclude Lob Levyt che i nuovi vaccini contro lo pneumococco cominceranno ad essere distribuiti entro il 2010, dieci anni prima rispetto ai tempi previsti se non fosse stato introdotto il progetto Amc».
By Laura Kiss - Tratto da: repubblica.it

Commento NdR: Banca Mondiale e campagne di vaccinazione nei paesi poveri.
I vaccini sono pagati dai paesi ricchi...cioe' con i nostri soldi..
Servono per creare il mercato dei malati, generare malattie genetiche, ed immunodepressione nelle popolazioni dei paesi del terzo mondo....(cosi' si ottiene il controllo della popolazione che sara' sempre piu' malata...).
Sarebbe interessante sapere chi sono gli "esperti indipendenti" ?

vedi anche: Un Virus dei Polli per salvare i Banchieri  ed ora anche i virus dei suini....
"Le persone disposte a barattare la propria libertà per una sicurezza temporanea non meritano nessuna delle due e perderanno entrambe". (frase attribuita a Benjamin Franklin)

Video del prof. Auriti sul Debito pubblico, Signoraggio ed Usura dei Banchieri del mondo !

 

L’ASSE del MALE, GESTITO e PRODOTTO dai CRIMINALI che CONTROLLANO I PIANETA
Il vero "asse del male" non sono gli "stati canaglia", ma il pericoloso circuito tra povertà, malattie infettive, degrado ambientale e crescente competizione per l'accesso al petrolio ed altre "risorse".
E' il chiaro atto d'accusa verso la Casa Bianca che emerge dallo "State of the World 2005", l'ultimo rapporto del prestigioso Worldwatch Institute.
La "lotta al terrorismo sta spostando l'attenzione del mondo dalle reali cause di instabilità" - notano i curatori del Rapporto.
Il terrorismo viene letto, come sintomo di un'insicurezza globale, spesso effetto perverso della drammatica interazione tra povertà, degrado ambientale e diffusione delle malattie. Quelli che i curatori del rapporto chiamano i «problemi senza passaporto» generano e alimentano le condizioni in cui l'instabilità, la guerra e gli estremismi politici prosperano.
Tutto ciò sta conducendo il mondo in una spirale pericolosa in cui il tessuto connettivo delle nazioni è compromesso, la capacità di «governo politico» delle crisi è ormai nulla e si sviluppa la radicalizzazione. «Affrontare queste sfide - scrivono gli esperti del Worldwatch - richiede una strategia che dia risalto ai programmi di prevenzione, piuttosto che risposte di tipo militare».

"Un mondo più giusto e sostenibile è un mondo sicuro" - spiegano i curatori. "Piuttosto che continuare a rafforzare il potere militare, i governi devono raddoppiare gli sforzi per salvaguardare la vita umana e l'ambiente, devono pensare al disarmo e alla ricostruzione post-bellica e ridisegnare le Nazioni Unite se vogliono dei cambiamenti nel futuro".
Sono sostanzialmente tre, secondo gli autori, le azioni che i governi devono mettere in pratica. Prima di tutto rafforzare la cooperazione internazionale per rispondere al meglio ai problemi della povertà, delle malattie e dell'inquinamento; in secondo luogo supportare, attraverso uno spostamento delle risorse destinate agli armamenti, i Millenium Development Goals, gli obiettivi fissati dall'Onu per il 2015 e infine sostenere delle iniziative ambientali e dei programmi di monitoraggio comuni.

Sono impressionanti i dati forniti dal Rapporto 2005 dal titolo "Redefining Global Security" del Worldwatch Institute, l'istituto americano che dal 1984 pubblica annualmente il rapporto sulla salute del Pianeta.
Oggi nel mondo quasi due miliardi di persone soffrono la fame e la sicurezza alimentare è insidiata spesso dai fattori quali la disponibilità d'acqua, la proprietà fondiaria e l'accesso alle risorse, la povertà e il degrado ambientale. Uno dei maggiori ostacoli alla sicurezza alimentare sono i cambiamenti climatici, la perdita della biodiversità e l'aumento delle malattie.
Il Rapporto segnala infatti che 14 milioni di persone muoiono per malattie infettive e numerose malattie, come tubercolosi e malaria, sono una costante minaccia e nuove malattie prendono forma, accrescendo la loro diffusione geografica.
Uno dei maggiori elementi di instabilità politica e sociale è rappresentato dal petrolio, o meglio dal massiccio uso di questo combustibile fossile come fonte primaria di produzione di energia.
La produzione di petrolio ha raggiunto il tetto in 33 dei 48 maggiori produttori mondiali e la forte dipendenza dal petrolio alimenta le rivalità geopolitiche, le guerre civili e le violazioni dei diritti umani. Ma non solo: la sicurezza economica delle nazioni che offrono e acquistano petrolio è compromessa dalle oscillazioni del prezzo e dalle stesse opportunità di rifornimento.
Il trend di crescita della popolazione è in lenta diminuzione, ma in 100 Paesi i giovani tra 15 e i 29 anni sono più del 40% degli adulti. Ma le opportunità economiche sono particolarmente limitate in Medio Oriente ed in Africa sub-Sahariana, in cui il 21-26% dei giovani sono disoccupati.
Nel mondo più di 200 milioni di giovani sono senza lavoro o non guadagnano abbastanza per sostenere una famiglia e, sottolinea il rapporto, «possono essere una forza destabilizzante se il loro scontento li spinge al crimine o nelle insurrezioni o nei gruppi che si alleano con quelli estremisti».

Nonostante tutto questo continua la corsa agli armamenti, per la quale ogni anno nel mondo si spendono complessivamente quasi 1000 miliardi di dollari, una spesa a cui i paesi in via di sviluppo contribuiscono per un quinto.
Con le cosiddette piccole armi usate nei conflitti armati vengono uccise 300 mila persone ogni anno e altre 200 mila muoiono in seguito a bombardamenti. Almeno un quarto delle 50 guerre e conflitti degli ultimi anni è dovuto allo sfruttamento del petrolio, che ha provocato finora la morte di cinque milioni di persone.
Questi problemi, mettono in allarme gli autori, rischiano di far cadere il mondo in una spirale senza uscita. Otto stati nel mondo dispongono di 28mila ordigni nucleari. 6 Paesi posseggono armi chimiche, il 98% delle quali appartengono a USA e Russia.
L'unica risposta possono fornirla i governi, ripensando seriamente alla propria struttura e prospettive per il pianeta - conclude il rapporto. [GB] - Tratto da: unimondo.org
 

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