"Se non mettiamo la
Libertà delle
Cure mediche nella
Costituzione, verrà il tempo in cui la
medicina si organizzerà, piano piano e
senza farsene accorgere, inuna
Dittatura
nascosta.
E il tentativo di limitare l'arte della
medicina solo ad una classe di persone,
e
la negazione di uguali privilegi alle altre “arti”, rappresenterà la
Bastiglia della scienza medica".
(By
Benjamin Rush, firmatario della
Dichiarazione d'Indipendenza USA - 17 Sett 1787) I dittatori nascosti
(clandestini) della medicina, d’altra parte li
conosciamo molto bene…..; che vestano gli abiti dei
“baroni” e degli “scienziati”, che si mimetizzano nelle
“lobbies
accademiche” od operino nelle multinazionali del farmaci,
sono loro quelli che “contano” e “governano”
la medicina ufficiale.
Alle menti aperte e liberali il compito di reagire a
questa marea montante di intolleranza anti-scientifica,
prima che questi nuovi tiranni arrivino ad
insegnarci perfino cosa e’ giusto e non e’ giusto
pensare…!
...220 anni dopo,
purtroppo, questa situazione di
dittatura
sanitaria si e'
realizzata e TU caro lettore,... cosa fai per
contrastarla ??
"L'industria
farmaceutica è grande e potente come l'industria
delle armi. Con la differenza che la guerra
finisce.
La malattia, no, finché c'è qualcuno che la
tiene in vita" - By Hans Ruesch
....e sono quelli che utilizzano i
farmaci ed i
Vaccini ! Imparate e praticate laMedicina
Naturalee tutto cio'
svanira' come per
incanto !
“Possono ingannare tutti per un po', qualcuno per
sempre, ma non possono ingannare tutti per sempre”
By
Abraham Lincoln
Negli ultimi due mesi (2006) due
grandi case farmaceutiche hanno deciso di non
finanziare più alcune importanti ricerche per
ragioni strategiche, di marketing. Insomma
meglio curare che guarire.... Miliardi di malati oggi sono sul capezzale
col piede nella fossa, grazie all'astuta
strategia di
BIG FHARMA
per far
ammalare cronicamente con i farmaci piuttosto che
guarire....
Hai la
glicemia alta ? No problem ! Il tuo
medicoallopata, ti
prescrivera' subito un farmaco miracoloso che ti
fa abbassare la glicemia, fin tanto che prendi
il farmaco e cosi, grazie alla pillola
ipoglicemizzante orale, potrai continuare ad
abbuffarti di pastasciutta,
formaggi,
latte e
carni che si comperano nei negozi ed ai
supermercati....
Grazie a questa astuta strategia, con il tempo,
invece di guarire, la tua
malattiaproseguira' il suo corso, procurandoti
aumento continuo e cronico dei grassi nel sangue
ed allora il tuo
medico ti prescrivera' anche le statine per
tentare di abbassarlo.
Ma non guarirai MAI, e allora
inevitabilmente ti verra' anche l'aterosclerosi
che ti produrra'
ipertensione ed
il successivo intasamento di
arterie e vene,
procurandoti gravi problemi
circolatori, e allora sarai schiavo anche dei
farmaci antipertensivi che ti manterranno nello
stato di malattia fino all'ictus e/o
all'infarto....
Cio' significa che utilizzando farmaci e tali
prassi, continuando cosi' arrivera' che non sarai piu'
cliente del tuo
medico, ma
del
becchino.
E tutto questo ti succede perche' ti sei rivolto
al tuo medico
"indottrinato e magari alcuni anche prezzolati" da
BIG FHARMA, che ha il solo
interesse a venderti le medicine. E pensare che
potresti guarire facilmente e in modo definitivo
con una
semplice dieta ipocalorica: infatti i
farmaci ipoglicemizzanti orali non fanno altro
che abbassare la glicemia e per conseguenza
fanno aumentare la fame e l'introito di cibo,
quando invece con la glicemia alta e' perentorio
dimagrire limitando per un certo periodo
l'apporto di carboidrati.
Questa semplicissima cura dietetica la conoscono
bene certi
medici, ma si guardano bene a
prescriverla, anzi si affrettano a ripristinare
l'appetito del paziente con gli ipoglicemizzanti,
allo scopo di farne un malato schiavo dei
farmaci da poter spennare fino alla morte.
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Le industrie del farmaco
devono in primo luogo rispondere ai propri
azionisti, non alla salute del paziente", ha
detto Grandori, aggiungendo poi una serie di
denunce e domande retoriche per illustrare la
situazione attuale:
"Le
agenzie del
farmaco europea (EMA) e degli USA (FDA,
CDC)
sono finanziate in
maggioranza dalle industrie,
ma come si fa a controllare se il controllore è pagato dal
controllato ?
Futuri medici
(oggi ancora studenti di medicina) e "indignati"a
caccia dei trucchi di
Big Pharma
– 23/11/2011
Tre giorni di seminario autofinanziato per
distinguersi dai costosi appuntamenti pagati
dalle aziende. Al centro dei lavori le pressioni
dell'industria, i conflitti di interesse nella
pratica medica e il disinteresse delle
università per il problema della deontologia
By Ranieri Salvadorini
ROMA - Altro che resort a 5 stelle con sauna,
beauty farm e ristoranti di lusso. Il workshop
organizzato dagli studenti del Segretariato
Italiano Studenti di Medicina (SISM) sul tema "Case
farmaceutiche e
conflitti d'interesse
nella pratica medica" è ben lontano dalle
location abituali della maggior parte dei
"convegni di formazione" per i medici, in genere
sponsorizzati dalle
industrie del farmaco.
Per tre giorni, a Ulignano, paesino del Senese,
si è discusso in uno stanzone che fa anche da
sala mensa, si è mangiato dalla gavetta ("per
non offendere l'ambiente") e si è dormito al
freddo su stoino e in sacco a pelo.
Il salone con le 80 sedie spartane è stato
affittato dall'Arci per 200 euro, le cartelline
del convegno sono state fatte riciclando
cartelline di altri convegni e i block notes
mettendo insieme, girate sul lato bianco, le
pagine di vecchie carte ospedaliere.
Ognuno di questi piccoli gesti ha una forza
simbolica concreta perché il primo passo per una
buona deontologia, dicono gli organizzatori, è
metter mano alle proprie tasche.
"Molti studenti di medicina - dice uno dei
partecipanti - non si rendono conto delle
conseguenze che può avere fare questo lavoro in
modo acritico, e nelle Università ciascuno è
lasciato a se stesso. I docenti nemmeno si
pongono il problema del discorso deontologico
e chi viene interpellato nel migliore dei
casi si irrita".
Per questo gli studenti del Sism, provenienti da
quasi tutte le università italiane, hanno deciso
di fare da sé, di "auto-formarsi" e informarsi
per arrivare anche a realizzare uno studio su
larga scala sull'assenza di deontologia nelle
varie dinamiche e relazioni della professione
medica.
Ad aprire i tre giorni di lavoro è stata
Luisella Grandori, responsabile dei "NoGrazie,
Pago io !", una delle poche realtà italiane
che rifiuta ogni tipo di finanziamento dalle
case farmaceutiche e punto di riferimento per
gli studenti del Sism.
Il suo intervento è stato
molto duro nell'attaccareindustria,
lobby e permeabilità dei
medici alle pressioni:
"Le industrie del
farmaco devono in primo luogo rispondere ai
propri azionisti, non alla salute del paziente",
ha detto Grandori, aggiungendo poi una serie di
denunce e domande retoriche per illustrare la
situazione attuale: "Le agenzie del farmaco
europea (EMA)
e degli USA (FDA)
sono finanziate in
maggioranza dalle industrie, come
si fa se il controllore è pagato dal
controllato?";
"Il Vioxx ha fatto decine di migliaia in morti
in oltre 80 paesi, le industrie sapevano, i
ricercatori sapevano"; "Per
creare una
malattia basta ampliare la sua definizione";
"Perché la definizione di pandemia è stata
cambiata 'in corsa ?"; "Perché gli esperti che
cambiarono quella definizione
erano in gran
parte pagati dalle stesse industrie che
producevano i vaccini ?".
E ancora: "L'industria insegna ai
'rappresentanti' tattiche diverse a seconda che
il medico con cui avrà a che fare sia della
categoria 'estroverso' o 'riservato'"; "Le lobby
americane hanno un tasso di rendimento del
22mila per cento, il loro compito è ostacolare
le leggi che favorirebbero la salute"; "Ecco una
rivista scientifica che non esiste, creata solo
per promuovere un determinato farmaco"; "Nel
2001, undici tra le più autorevoli
riviste
scientifiche al mondo fecero un editoriale
congiunto in cui dicevano: quel che trovate
scritto sulle nostre riviste è a rischio, la
ricerca stessa è a rischio". E così via.
In platea, tra gli studenti, c'è un nucleo di
ragazzi che conosce bene il lavoro dei NoGrazie,
del
Centro salute internazionale (CSI)
dell'Università di Bologna o del Mario Negri
Sud, ma per i nuovi arrivati è uno shock. Perché Grandori non dipinge "Big Pharma" come un
granitico nemico invincibile, ma mostra il
dettaglio, la prassi in cui si nasconde un
meccanismo di pressione tanto impalpabile quanto
costante, che crea una condizione di fatto in
cui fare errori (e favori) - anche in buona
fede - può esser all'ordine del giorno.
Ma lo shock è in qualche modo reciproco, ammette
Luisella Grandori: "L'anno scorso erano una
trentina, fu un bel risultato, ma lo credetti un
caso isolato. Vedere che in un anno sono più che
raddoppiati, e con questa forza, dà l'idea di
quanto possano essere straordinari i giovani,
questi ragazzi fanno sul serio".
A parlare di
auto-formazione è
stato chiamato Angelo Stefanini, direttore del
CSI, l'altro della "vecchia guardia". Ha
esperienze da medico di prima linea in tutto il
mondo, e ha spiegato con quali politiche, dagli
anni Cinquanta a oggi, la salute sia stata
trasformata in merce e i servizi sanitari in
occasioni di lucro per le aziende.
Poi spazio alle "ricerche" degli studenti.
Barbara, del CSI di Bologna, ha mostrato ai
colleghi come si può alterare a ogni passo un
articolo scientifico specialistico e alla
relazione è seguita una sorta di esercitazion e
di gruppo nella quale gli studenti dovevano
trovare il bias, cioè un'alterazione di metodo
che può invalidare del tutto o in parte il
risultato, seguendo la griglia critica di
lettura illustrata in mattinata.
Stesso discorso
per la caccia alla "pubblicità ingannevole", per
cui è stata presa in prestito l'analisi che del
"Caso Klaira" ha fatto Guido Giustetto, medico
di base dei NoGrazie. Cristiano, specializzando
ed ex membro del Sism, parlando di etica medica,
ha interrogato i più giovani colleghi su come si
possa fare l'interesse del paziente quando a
decidere le linee di ricerca è l'industria del
farmaco.
"Io voglio fare il medico e lo voglio fare come
lo si faceva una volta - ha detto Bruno, uno dei
partecipanti - , voglio potermi prendere cura
dei miei pazienti, mi piace. Anche per questo
sono qui, perché per gestire il condizionamento
a cui siamo sottoposti bisogna mettersi in rete,
stare all'erta".
Già, la cura. Forse è questo che muove i
ragazzi, riportare al centro la cura. Il farmaco
è uno strumento formidabile, si è ripetuto al
convegno, ma Big Pharma spesso gioca sporco per
tutelare i suoi interessi. E dunque per non
"ammalare i pazienti" di farmaci, per
parafrasare il bel libro di Ray Moyhinan
(Farmaci che ammalano, Nuovi Mondi), è
necessario conoscere le pressioni entro cui ci
si muove, almeno per poterle gestire. E mettersi
in rete, per uscire da un isolamento
deontologico di cui accademia e decisori
politici sono, se non responsabili, quantomeno
spettatori passivi.
By Ranieri Salvadorini - Tratto da:
repubblica.it
Big Pharma
è il
cartello
che
riunisce in se tutte le
più grandi
multinazionali del farmaco,
ovvero
la potentissima
lobby che detiene il
monopolio delle cure sulla nostra
Salute-malattia.
Ciò premesso, sono proprio le "malattie" che affliggono la
popolazione, soprattutto quelle più terribili a
costituire la fonte dei suoi guadagni. Per
Big Pharma
quindi le
malattie croniche rappresentano una vera manna
dal cielo poiché come noto lo scopo dichiarato delle Corporations non è aiutare il prossimo ma incassare
guadagni.
Di conseguenza, per le multinazionali produrre un
farmaco a basso costo che sia realmente efficace in modo
definitivo non si rivela mai un buon investimento.
Il
massimo profitto infatti lo realizza vendendo medicine
che presentano molti effetti collaterali (ovvero che
migliorano una patologia creandone altre nello stesso
tempo) e pochi (o nessuno) benefici reali.
In tale
ordine di idee tutti i
prodotti naturali non
brevettabili che possiedono eccellenti proprietà
terapeutiche, senza avere al
contempo pericolose
controindicazioni non divengono mai oggetto di studio
e
sono anzi annoverabili come i peggiori nemici dell’industria farmaceutica.
E pur se in linea teorica, un farmaco diviene vendibile
solo allorché dichiarato efficace, sta di fatto che le grandi case
farmaceutiche hanno a disposizione molti modi per far
credere che sia utile o necessario anche quando non lo è
affatto. Uno di questi è la vivisezione, una pratica
scandalosa ancora oggi molto utilizzata grazie
all’omertà garantita da mass-media e istituzioni alla
potentissima lobby del farmaco.
Ciononostante, ormai i tempi sono maturi per aprire
finalmente il sipario sulle crudeltà, il cinismo e le
menzogne di quella che possiamo legittimamente definire
l’industria del male.
Un ricercatore scientifico particolarmente esperto in
materia, il dottor Massimo Tettamanti, scrive:
“Non so se per egoismo, pavidità o incoscienza, ma molte
persone, pur non sapendo nulla sull’argomento,
continuano a ripetere frasi come: “…non si può fare a
meno della vivisezione
perché è necessaria per alleviare i mali fisici
dell’uomo…altrimenti come si testerebbero i farmaci e
altri prodotti ?”.
Chiunque altro può fare la stessa identica esperienza
semplicemente provando ad interrogare più persone
diverse sull’utilità di questo tipo di sperimentazione.
La quasi totalità degli interpellati pur riconoscendo
che la vivisezione è una pratica terribile, ne
dichiarerà la necessità nel timore infondato di
ritrovarsi senza medicine.
Tale tipo di opinione è il risultato della propaganda di
Big
Pharma, ovvero esattamente ciò che
quest’ultima vuole farci credere.
Le masse infatti, a causa della
costante disinformazione che circonda
l’argomento ignorano quasi completamente i disastri
causati dalla farmacologia moderna come ignorano il
fatto che molti autorevoli scienziati cominciano a
denunciare apertamente l’inutilità, se non addirittura
la pericolosità
della stragrande maggioranza delle “medicine” approvate
attraverso l’uso della vivisezione.
Ad ammetterlo troviamo perfino il Prof.
Silvio Garattini, il celebre scienziato farmacologo
che da anni sostiene a spada tratta la validità della
vivisezione e che dirige l’Istituto
Mario Negri di Milano.
Ecco infatti cosa ha dichiarato pubblicamente il 30
ottobre 2005 sul quotidiano Il Messaggero (pag.13) sotto
l’incalzare delle domande del giornalista Roberto
Gervaso:
D: (domanda)
R (risposta)
D: Davvero i farmaci utili NON sono più di una decina ?
R Nella pratica clinica corrente sono qualche decina
D: E in quella specializzata ?
R Probabilmente poco più di un centinaio
D: Quali ?
R Farmaci cardiovascolari, per il sistema nervoso
centrale, gastrointestinali ed antibiotici
D: I farmaci ETICI di più largo consumo ?
R Gli stessi
D: I farmaci più “salvifici” ?
R I
vaccini
D: Quelli di cui più si abusa ?
R Gli psicofarmaci
D: Quelli che producono più effetti collaterali ??
F Gli antitumorali
D: I farmaci più innovativi ?
F Molto pochi
D: Come verificarli ??
R A distanza di tempo
D: Sono in aumento o in diminuzione ?
R In continua diminuzione. Negli USA, in undici anni,
dal 1992 al 2003, sono passati da 30 a 11
D: Perché i farmaci antitumorali sono cosi tossici ??
R Poiché non agiscono solo sulle cellule tumorali, ma
anche su quelle dei tessuti normali
D: I rischi degli analgesici ?
R I danni renali
D: Degli antinfiammatori ?
R I danni renali e il sanguinamento gastrointestinale
D: I farmaci più allergenici ?
R Dipende dalla sensibilità individuale
D: Gli integratori minerali e vitaminici integrano
davvero ??
R Integrano il bilancio delle aziende produttrici
D: I farmaci da banco che più facilmente inducono
l’effetto placebo ?
R Gli integratori alimentari
D: Quante pillole si consumano ogni anno in Italia ?
R 1,5 miliardi di confezioni. Più un numero imprecisato
di prodotti della medicina alternativa
D- In media quanti farmaci, attivi o inutili, assume
ogni italiano ??
R CIRCA 26 CONFEZIONI L’ANNO. IL SERVIZIO SANITARIO
NAZIONALE SPENDE 42 MILIONI DI EURO AL GIORNO.
D: E quanti sono i pazienti ?
R 15 milioni
D: Perché i medici di base prescrivono con tanta
facilità farmaci etici ?
R È PIÙ FACILE PRESCRIVERE CHE IMPIEGARE TEMPO PER
ASCOLTARE I PAZIENTI
D: I farmaci costano troppo o il giusto ??
R TROPPO
Da questo estratto
dell’intervista apprendiamo quindi che il farmaco solo
in Italia rappresenta un enorme business da 42 milioni
di euro al giorno e che su circa 8.500 farmaci
disponibili sul mercato italiano solo un centinaio sono
realmente efficaci !
Se quindi, per stessa
ammissione di uno dei massimi esperti italiani della
vivisezione la stragrande maggioranza dei farmaci
approvati dal ministero della sanità con lo strumento
della vivisezione è assolutamente inutile, ciò significa
che i test condotti sugli animali non offrono alcuna
reale garanzia di efficacia sull’uomo. Di conseguenza la
vivisezione serve solo ad assicurare l’approvazione e la
vendita di enormi quantitativi di nuovi farmaci inutili
e dannosi, in altre parole a ingrassare le tasche di Big Pharma sulla nostra pelle e su quella degli animali. In
realtà infatti i metodi di ricerca alternativi alla
vivisezione non solo esistono ma funzionano anche assai
meglio di quest’ultima nel senso che offrono maggiori
garanzie di efficacia sull’uomo.
La
lobby del farmaco però, non avendo alcun reale
interesse per la salute pubblica si guarda bene
dall’utilizzare le tecnologie di sperimentazione di
ultima generazione poiché sa bene che il loro uso
ridurrebbe drasticamente i suoi guadagni.
Ciò premesso, la vivisezione non solo si rivela essere
inutile e crudele, ma paradossalmente è anche molto
costosa: mantenere gli stabulari (allevamenti per scopi
scientifici) costa parecchio e solo per fare un esempio
un Beagle da laboratorio (cane di piccola taglia) viene
pagato mediamente 400-500 euro. Considerando poi che
solo in Italia vengono impiegati (per non dire torturati
e massacrati) in sperimentazione, circa tre milioni di
animali da laboratorio (è vietato servirsi di cani e
gatti randagi in base al dlg 116/92), non è difficile
fare i conti in tasca a Big Pharma.
Del resto mantenere
alti i costi della ricerca ha un fine ben preciso,
monopolizzare la produzione dei farmaci nelle mani delle
grandi Corporations, le uniche che possono sostenere
simili spese. Pertanto, è utile ribadire che il solo
reale motivo per cui viene ancora utilizzato uno
strumento così barbaro e primitivo come la
vivisezione è
che quest’ultima permette di arrivare all’approvazione
legale di costosi o costosissimi farmaci inutili.
Per tale ragione si tratta di uno degli argomento tabù
meglio censurati dai grandi canali d’informazione che
non intendono pestare i piedi a una lobby così potente.
E per avere un’idea più precisa di quanto può essere
influente
Big Pharma sulla politica (ricchezza=potere)
basti ricordare che l’industria farmaceutica, secondo la
classifica stilata dall’autorevole rivista specializzata Forbes, troneggia insieme al settore petrolifero ai
primi posti nel gotha delle Corporations più lucrose del
mondo.
Link di riferimento
http://informazionenonautorizzata.blogspot.com/2010/05/le-menzogne-di-big-pharma.html
Se voi GUARITE, BIG
PHARMA FALLISCE......video
2010 - USA: Un rapporto
speciale di Bloomberg Markets, a firma di David Evans
intitolato "Big Pharma's
crime spree" (Baldoria di
crimini di Big Pharma), fornisce i particolari e i retroscena delle
condanne sanzionate a Pfizer, Lilly e altre industrie
farmaceutiche, costrette a pagare la gigantesca somma di
7 miliardi di dollari per farmaci
per indicazioni non approvate dalla
FDA (Food and Drug
Administration), l'agenzia regolatoria dei farmaci e
degli alimenti degli USA.
Il rapporto racconta una complessa storia giudiziaria,
fatta di tante puntate quante sono le cause intentate
nei confronti delle ditte, di ammissioni parziali delle
stesse, di promesse non mantenute (come quando il
bambino, scoperto con il barattolo della marmellata
appena rubato, giura - piangendo - che non lo farà più)
o di comportamenti disinvolti (come quegli automobilisti
che superano abitualmente i limiti di velocità, disposti
a pagare la multa se vengono "beccati").
Ma anche di rivelazioni sorprendenti fatte da dipendenti
"pentiti", a vari livelli di responsabilità, che fanno
luce sui meccanismi che allora, e presumibilmente
ancora, permettono il lancio e inducono la prescrizione
di nuovi farmaci, perché diventino ad ogni costo dei
best seller e dei long seller, oltre i limiti imposti
dalle indicazioni cliniche previste al momento della
registrazione e dalle più elementari norme di sicurezza,
secondo un'etica che tiene conto soprattutto della
soddisfazione degli azionisti dell'industria. Quando il
titolo di un'azienda quotata in borsa, come Pfizer,
continua a salire del 10% all'anno, nonostante scandali
e condanne, l'azionista non può che essere contento.
Leggi una sintesi del rapporto di bloomberg:
www.bloomberg.com/apps/news?pid=20601109&sid=a4yV1nYxCGoA&pos=10
RISARCIMENTI:
Antitrust
portoghese, multa di 16 mln di euro a cinque
case farmaceutiche:
Accordo di cartello sui prezzi tra Abbot, Bayer,
Johnson & Johnson, Menarini e Roche. Erano già
state condannate in Italia, nel 2003, a una
multa di 30,5 milioni di euro.
Il 13 ottobre, l'Autorità Antitrust portoghese,
l'Autoridade da Concorrência, ha condannato
cinque case farmaceutiche a 16 milioni di euro
complessivi di multa, per aver formato un
cartello sui prezzi, tra il 2001 e il 2004.
L'accordo è stato praticato nel caso di 36 bandi
pubblici, riguardanti la fornitura di medicinali
a 22 ospedali.
Le cinque compagnie condannate sono:
Abbott Laboratórios, Bayer Diagnostics Europe,
Johnson & Johnson Roche.
Fonte:
http://www.rsinews.it
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Big Pharma, accuse di
corruzione - "Pagano
tangenti anche in Italia" – 06/10/2010
Inchiesta del dipartimento di giustizia. "Dalle
industrie farmaceutiche mazzette a politici, funzionari
e medici di tutto il mondo" USA, New York - Pagavano
governanti, medici, agenti di commercio.
Pagavano e forse continuano a pagare ancora per vedersi
autorizzare un farmaco, riuscire a fare approvare una
medicina, costringere a scegliere un prodotto invece di
un altro.
Le pratiche della malasanità, si sa, non sono confinate
negli angusti confini d'Italia. Ma in Italia possono
avere trovato terreno sicuramente fertile i boss di Big
Pharma a cui adesso l'amministrazione
degli Stati Uniti sta finalmente cominciando a
presentare il conto.
Dalla Merck (la Merck & Co
nordamericana, Merck Sharp & Dohme in Europa) alla
Bristol-Myers Squibb, dalla GlaxoSmithKline
all'AstraZeneca i grandi nomi dell'industria
farmaceutica per una volta ci sono tutti
nell'inchiesta del Dipartimento di giustizia e della
Sec, la Consob americana. Obiettivo: scoprire se e come
le Quattro Sorelle dei farmaci ungevano i governi di
mezzo mondo per inondare il mercato con i loro prodotti.
L'inchiesta è davvero globale. Tra i paesi sotto esame
ci sarebbero Brasile, Cina, Germania, Polonia, Russia,
perfino Arabia Saudita. E l'Italia, appunto. I contenuti
del blitz rivelato dal "Wall Street Journal" non sono
noti e al momento non è ancora chiaro a che livello nei
vari paesi si sia spinta la corruzione. Ma l'indagine
individua almeno quattro tipi di possibili violazioni.
Mazzette ai medici dipendenti dal governo per spingerli
a comprare farmaci. Pagamento agli agenti di commercio
di "commissioni" da passare a medici dipendenti dai
governi. Mazzette a cliniche e ospedali per spingere
l'acquisto di farmaci particolari. Mazzette ai politici
e alle commissioni sanitarie per far approvare l'uso dei
farmaci.
L'indagine per ora non ha nessun aspetto penale ma gli
investigatori non escludono di aprire nuovi fascicoli.
Il governo USA si è mosso sulla base di una legge del
1977 che vieta alle compagnie quotate in Borsa negli Usa
(ecco quindi l'intervento congiunto della Sec) di pagare
funzionari degli altri paesi per fare business: è il
cosiddetto Foreign Corrupt Pratices Act. Ma un'inchiesta
potrebbe conseguentemente essere stata aperta anche nei
paesi coinvolti in queste contrattazioni: e quindi anche
in Italia.
Le compagnie sotto accusa
hanno ricevuto una lettera del Dipartimento di Giustizia
che chiede di giustificare i movimenti di denaro. Gli
uomini di Big Pharma replicano che stanno già
collaborando. Ma è fuori di dubbio che la mossa rientra
nella battaglia con cui il governo di Barack Obama, già
odiato dalle grandi compagnie per la riforma sanitaria
che cancella decenni di privilegi e sprechi, ha promesso
di fare pulizia di certe pratiche. Qualche tempo fa
un'indagine simile ha portato alla luce i metodi di
corruzione per la vendita in mezzo mondo di apparecchi
medici. E nello sforzo di moralizzazione i funzionari
Usa minacciano di passare alla denuncia degli stessi
manager invece che delle sole aziende.
L'industria
farmaceutica è particolarmente esposta
ala tentazione delle mazzette internazionali, spiegano
gli esperti, perché a differenza che negli Usa
all'estero - come in Italia - i governi hanno molta più
voce in capitolo nella regolazione dei farmaci.
Il giro d'affari della corruzione, invece, non è ancora
stato quantificato. Ma basta considerare che il business
di
Big Pharma
all'estero è un terzo del suo totale: più di 103
miliardi di dollari.
By Angelo Arquaro – Tratto da repubblica.it
Commento NdR: ed in
Italia.....chiamata anche da questa inchiesta, in
causa....cosa si fa ?.....SILENZIO piu' totale da
parte dei Politici, ma anche della magistratura.....
Le industrie farmaceutiche
monopolizzano l'informazione sulla nostra salute e
creano quotidianamente nuovi malati per aumentare i loro
guadagni. Big
Pharmanon ha nessun interesse a
che il paziente guarisca ma, anzi, l'intento spesso è
quello di causare nuove malattie per alimentare la
vendita dei loro farmaci e Vaccini.
Anche i
poveri medici, in
buona fede, che leggono quegli studi "addomesticati" o
falsi, sono tratti in inganno e chi ne
sopporta le conseguenze sono ovviamente i cittadini che
si rivolgono alla
medicina ufficiale ormai totalmente
assoggettata alle direttive, le linee guida di Big
Pharma.
Lo
abbiamo visto chiaramente con la
falsa epidemia
della suina (H1N1
- influenza A)
con la quale
si sono evidenziate le
pressioni
terroristiche di
Big Pharma
attraverso i mas media, per condizionare i politici con
il ricatto della paura della influenza nefasta.,...tanto
propagandata per poter spingere i cittadini a vaccinarsi
con i loro
vaccini.
Ma quello che la popolazione non sa' e' che il Ministero
della "salute" aveva stipulato un contratto capestro con
penali per lo stato e liberatorio per i
risarcimento
danni dei vaccini per le case farmaceutiche.
Inoltre il ministero della "salute" pur essendo stato
informato dagli anni 1996, e' stata fatta anche una
interrogazione parlamentare a tale scopo, sui
GRAVI
danni di tutti i vaccini
- vedi:
Interrogazione Parlamentare
Ad oggi
NESSUN MINISTRO ha mai risposto all'interrogazione; per
loro NON SE NE DEVE PARLARE MAI, chissa' perche' ?
Essendo il Ministero, succube per non dire altro,
di Big
Pharma, si e' ben guardato dal
sospendere per "principio di precauzione" la
somministrazione dei vaccini alla popolazione...ma
continuato, anzi ampliato e continuamente spinto alla
vaccinazione attraverso i suoi comunicati...
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EMEA ha legami
con l'Industria
Farmaceutica Roma, 09 giu 2006
- "Nessuno ha ricordato una cosa: l'Emea,
l'agenzia europea del farmaco, non dipende
dall'amministrazione comunitaria della sanità ma
da quella dell'industria. Un distinzione che
dovrebbe far riflettere. A Bruxelles la forza
delle lobby è grandissima".
L'osservazione è di Luca Poma, portavoce di "Giu'
le mani dai bambini", Comitato sui disagi
dell'infanzia che raggruppa quasi cento
associazioni di volontariato e promozione
sociale.
"Continuano a trattare i bambini come fossero,
dal punto di vista metabolico, degli adulti",
protesta Poma: è "assurdo somministrare ai
bambinifarmaci
pensati per gli adulti.
Soprattutto il Prozac, psicofarmaco molto forte,
che richiede prudenza nella somministrazione
anche negli adulti". Prudenza che "sarebbe stato
naturale attendersi, soprattutto dopo drammatici
fatti di cronaca avvenuti negli Stati uniti -
come le stragi nelle scuole causate da
ragazzi in cura
antidepressiva - ma che non è stata
usata".
Fonte: DIRE
Wolfang Wodarg, il presidente tedesco della
Commissione Sanità del
Consiglio d'Europa, ha anche
accusato esplicitamente le
industrie farmaceutiche
di aver influenzato la decisione dell'Organizzazione
Mondiale della Sanità di dichiarare la pandemia.
Secondo Wodarg, il caso dell'influenza suina è stato "uno
dei più grandi scandali
sanitari" del secolo.
Le maggiori
aziende farmaceutiche,
secondo Wodarg, sono riuscite a piazzare "i
propri uomini" negli "ingranaggi"
dell'Oms
e di altre influenti organizzazioni
(NdR; es.
Unicef); e in tal modo potrebbero aver persino
convinto l'organizzazione Onu ad ammorbidire la
definizione
di pandemia, il che poi portò, nel giugno scorso, alla
dichiarazione di pandemia in tutto il mondo.
"Per promuovere i loro
farmaci brevettati e i
vaccini,
le case farmaceutiche
hanno influenzato scienziati e
organismi ufficiali,
competenti in materia sanitaria, e
così allarmato i governi di tutto il mondo: li
hanno spinti a sperperare
le ristrette risorse finanziari per strategie di
vaccinazioneinefficaci ed hanno
esposto inutilmentemilioni di persone al
rischio di effetti collaterali
sconosciuti per vaccini
non sufficientemente testati".
E' tutto il sistema che è marcio, tutto deve essere rivisto,
Big Pharma controlla tutti, dalle riviste scientifiche, ai
finanziamenti alle ricerche, ha rapporti con gran parte di
chi ricopre funzioni di controllo ed indirizzo, le stessa
sperimentazioni dei farmaci è alquanto preoccupante, sono
svolte dalle stesse case farmaceutiche e l'efficacia
non può
essere mai certa.
In Italia, ovviamente, non c'è alcuna polemica...
vedi
CONFLITTI di INTERESSE
+ Guerra contro le donne
+Astenersi
dai farmaci diventera' un crimine
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Dopo le pene multimilionarie, i guai
sembrano non finire mai per l'industria
psicofarmacologica.
Il Ministero della giustizia USA ha depositato la
settimana scorsa le accuse penali contro Lauren Stevens,
una ex vicepresidente e consigliere generale aggiunto
presso la
GlaxoSmithKline.
Vista l'inefficacia delle pene pecuniarie
multimilionarie nell'arginare la marea di frodi e
marketing illegale, il governo ha attuato una svolta
radicale: perseguire i dirigenti delle case
farmaceutiche.
La Stevens è accusata di ostruzione di inchiesta,
occultamento e falsificazione di documenti e
dichiarazioni false alla FDA
nella sua indagine del 2002 sulla promozione illegale
dell'antidepressivo Wellbutrin come rimedio dimagrante,
un'indicazione per la quale non è mai stato approvato.
Il dipartimento della giustizia sostiene di aver
trovato, nella vasta documentazione elettronica e
cartacea consegnata dalla
GSK, prove che
mostrano come la Stevens abbia
nascosto dati e altrimenti indotto in errore
l'Agenzia circa alcune migliaia di casi in cui
GSK ha
pagato dei medici per
convincere altri medici a prescrivere il Wellbutrin come
dimagrante.
Secondo Daniel Carpenter, professore di scienze
politiche a Harvard e studioso della FDA, "Il
consigliere generale della FDA è ora disposto a
utilizzare il procedimento penale - cosa che ha avuto
il potere di fare per sette decennima non ha mai fatto:
la vera rilevanza di questa azione è il messaggio
generale che qualsiasi crimine
commesso si ritorcerà contro l'industria
farmaceutica e contro il dirigente responsabile"
Fonti giuridiche riferiscono che il dipartimento di
giustizia avrebbe scelto un primo caso nel quale sia
fiducioso di poter ottenere una condanna. E la Stevens è
probabilmente soltanto la prima di una serie. Nei prossimi mesi potrebbe
toccare ad altri dirigenti di altre imprese
farmaceutiche.
Tratto da: PharmaExec.com
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Italy, Roma - 2008 - Donato Greco fino a qualche settimana
fa era il direttore del Centro per la
prevenzione e il controllo delle malattie del
Ministero della Salute (I).
Sostituito dal governo (sulla sua poltrona si è
seduto Fabrizio Oleari), in un'intervista a
"Epidemiologia & Prevenzione", che “L'espresso”
anticipa, spara a zero sulle nuove politiche
dell'esecutivo.
"Si sta delineando un cambiamento nella visione
stessa della prevenzione. L'obiettivo per cui il
Centro ha sempre lavorato è stata l'estensione,
su tutto il territorio nazionale, di misure di
prevenzione primaria.
Oggi invece i rappresentanti del ministero
preferiscono parlare di “predizione clinica”.
Il che, tradotto, significa privilegiare la
diagnosi precoce da attuarsi mediante ricorso a
tecnologie avanzata".
In pratica, più che prevenire l'insorgenza
stessa della malattia, la nuova filosofia
sarebbe quella di ampliare al massimo la
popolazione che ha accesso alla diagnosi
precoce, per intervenire il prima possibile, ma
solo quando il paziente è già malato.
La diagnosi precoce, fatta di mammografie, test
clinici, colonscopie e molto altro, è un'ottima
cosa e ha salvato molte vite, ma ha
anche costi
elevatissimi che, per come è congegnato oggi il
Ssn, entrano ampiamente nelle casse dei mille
laboratori privati e convenzionati che
forniscono questo tipo di prestazioni.
Greco chiama in causa le
Lobby:
"Basta vedere come sono stati organizzati i
comitati consultivi del ministero: c'è una
presenza determinante dei poteri forti (industrie
farmaceutiche,
aziende
biotecnologiche, cliniche private) mentre
c'è pochissimo spazio per i rappresentanti della
sanità pubblica e delle Regioni.
Credo che il diritto alla
salute oggi sia a rischio".
Tratto da: l’Espresso11 dicembre 2008
Queste le "confessioni"
rivelazioni di ex rappresentante
Big Pharma
John Rengen Virapen
ha fatto carriera nel mondo dell'industria farmaceutica.
Partito come semplice rappresentante di medicinali, è
arrivato a dirigere la filiale svedese della Eli Lilly,
uno dei colossi farmaceutici mondiali che compongono la
cosiddetta Big Pharma.
Dopo aver vissuto una vita da nababbo, dove nessun lusso
gli era negato, Rengen è andato in pensione, si è
sposato ed ha avuto un figlio. Solo nel vedere il modo
in cui la medicina ufficiale trattava suo figlio -
racconta lui - si è reso conto della mostruosità di un
meccanismo criminale di cui lui stesso aveva fatto parte
per 35 anni.
Da qui il suo pentimento, e la decisione di denunciare
pubblicamente (tramite un libro e una serie di
conferenze) la vera natura dell'industria farmaceutica.
Naturalmente, ci si pone la domanda su quanto difficile
fosse per Rengen fare queste affermazioni dieci o venti
anni prima, e perchè mai abbia voluto aspettare l’età
della pensione…ma a parte la considerazione morale, ci
interessa molto di più quello che ha da dire oggi.
Malgrado tutto egli non aggiunge nulla piu’ di quanto
gia’ non sapessimo, ma è importante notare che per la
prima volta abbiamo la pubblica ammissione di un grave
atto di corruzione, a livello governativo svedese,
sull’approvazione di un medicinale che ha causato
centinaia di migliaia di vittime in tutto il mondo.
Chissà se da noi in Italia i medicinali vengono tutti
approvati per “libera e responsabile valutazione
scientifica” da parte degli addetti del
Ministero della
Salute e dell’AIFA….che li dovrebbe
"controllare", verificando la loro innocuita'.... prima di
permetterne la commercializzazione…?
Vedi la sua
intervista completa :
www.youtube.com/watch?v=WhU3miAA9i0
Il via libera per farmaci
e vaccini prodotti da Big Pharma, anche per l’influenza
suina, arriva dall'Agenzia
Europea del Farmaco, l'Emea,
tramite una sottocommissione, la
Chmp, che si occupa dei prodotti medicinali per uso
umano. Organismi non del tutto
imparziali.
Ralph Edwards, responsabile dell'Uppsala
Monitoring Centre svedese ed esperto di
farmacologia, afferma che "le Agenzie regolatorie
hanno molti piu' rapporti con leaziende farmaceuticheche con i cittadini".
"Questo e' un grosso problema anche dell'Emea", conferma
Mauro Venegoni, componente dell'organismo consultivo di
farmacovigilanza del Chmp e direttore dell'ufficio
farmacovigilanza dell'Aifa, la corrispondente italiana
dell'Emea.
Puo' risultare allora interessante puntare l'attenzione
su alcuni illustri connazionali che operano tra l'Emea
e il Chmp e sulle strutture in cui svolgono nel nostro
paese la loro attivita'.
INSUBRIA DOCET
Partiamo dall'Universita'
dell'Insubria, con sedi fra Como e Varese,
bersaglio,
recentemente, di vibrate proteste da parte degli
animalisti. Dice Francesco Caci, responsabile della
Lega Antivivisezione di Busto Arsizio: "Quello che noi
disapproviamo e' l'utilizzo degli animali per studi su
cannabinoidi, oppioidi, tumori e malattie
neurogenerative. Abbiamo contestato gli esperimenti dal
punto di vista sia etico che scientifico,
perche' sono finalizzati solo
ad aumentare il numero di pubblicazioni dei
ricercatori. Tra l'altro, i locali messi a
disposizione dall'amministrazione di Busto sono edifici
che hanno avuto bisogno di una ristrutturazione costata
15 milioni di euro, per meta' finanziati dal comune e
per meta' con fondi europei; in realta' dovevano essere
destinati ad opere di industrializzazione".
Il direttore dell'ufficio
legale dell'Emea insegna in questa Universita'. E'
Vincenzo Salvatore, giurista varesino, ordinario di
Diritto Internazionale all'Universita' dell'Insubria.
Rettore dell'Insubria e' Renzo Dionigi, gia' componente
del Consiglio Superiore di Sanita' nominato dall'ex
ministro Girolamo Sirchia per il triennio 2003-2005.
Consulente di Roberto Formigoni per i rapporti Sanita'-Universita'
e responsabile della Chirurgia generale 1 dell'ospedale
Circolo di Varese, Renzo Dionigi e' un
massone, presente nella famosa lista Cordova del
1992.
Capofila della lobby
pubblico-privata che sponsorizzo' la nascita dell'Insubria
e' l'avvocato Ferruccio Zuccaro, proboviro dell'Ateneo
varesino, ex balilla, ex vice presidente della
Provincia, componente del Lions Club Varese Host e
massone presente negli elenchi del '92.
Forse e' un caso, ma lo studio dell'avvocato Zuccaro e'
a Varese, in via Speroni 14, proprio nello stesso
stabile in cui anche l'avvocato Vincenzo Salvatore
svolge la sua attivita'.
L'Insubria e' legata ad
alcune tra le piu' importanti multinazionali del farmaco
come la
GlaxoSmithKline,
produttrice del
vaccino Pandemrix, con cui ha una
"Convenzione quadro per attivita' di collaborazione
didattico-scientifica" (vedi la delibera del Senato
Accademico datata 22 aprile 2008); o come la Novartis,
da cui si fa sponsorizzare per permettere ai
docenti delle sezioni del Dipartimento di Scienze
chirurgiche di partecipare allo studio internazionale
Sustain come centro di arruolamento e trattamento
(durata 2006-2008).
La Novartis non solo produce
il vaccino Focetria, ma e' anche cliente della
Huntingdon Life Sciences (HLS), la piu' grande societa'
europea che esegue sperimentazioni animali. Per chiudere
il cerchio, anche Glaxo e' cliente della HLS: quindi sia
Novartis che Glaxo fanno affari con l'Insubria e con HLS.
Un PONTE per CARLO MAGNO
Altro personaggio interessante e' Giuseppe Nistico',
membro del Chmp dal 2004 e anche lui scelto direttamente
dal ministro dell'epoca, quel Girolamo Sirchia
condannato nel 2008 in primo grado a tre anni di
reclusione e cinque di interdizione dai pubblici
uffici pertangenti.
Nistico' e' un forzista, ex presidente della Commissione
Ricerca UE ed ex presidente della Regione Calabria, noto
soprattutto perche' voleva intitolare il Ponte sullo
Stretto a Carlo Magno. E' massone anche lui,
nella lista Cordova del '92.
In caso di assenza alle sedute del Chmp, Nistico' veniva
sostituito da un membro supplente, Pasqualino Rossi,
capo dell'unita' operativa di farmacovigilanza dell'Aifa,
che il 23 maggio 2008 viene
arrestato con l'accusa di attentato alla salutepubblica.
Numero due all'Aifa, secondo il Procuratore di Torino
Raffaele Guariniello Rossi avrebbe ricevuto compensi
per chiudere un occhio sull'Aulin,
l'anti-infiammatorio che puo' avere
effetti collaterali sul fegato.
Interrogato dagli inquirenti, Rossi ha confermato di
aver ricevuto dei regali ma "pensavo fossero delle
banalita', non ho mai fatto cose contrarie ai doveri
d'ufficio. Non mi sono mai ritenuto un corrotto".
Fino al 2004 Giuseppe
Nistico' faceva parte anche dell'European
Parliament Osteoporosis Interest Group, una sorta di
lobby che opera per il "call to action":
promuovere misure nazionali che rendano i pazienti piu'
consapevoli dei problemi derivanti dall'osteoporosi,
aiutare i medici a riconoscerne i sintomi e spingere il
sistema sanitario a pagare per trattamenti appropriati.
Tra le compagnie che si occupano di finanziare le
attivita' dell'International Osteoporosis Foundation, di
cui l'Interest Group fa parte, spuntano ancora una volta
Novartis,
Glaxo (tramite la
Amgen, con cui Glaxo ha una partnership europea) e
Baxter (che
ha accordi commerciali con Nycomed e Teva Pharmaceutical).
Va detto che Nistico' ha lasciato il gruppo nel momento
in cui e' divenuto membro Chmp.
Nel SEGNO di VANGUARD Esiste un gruppo di potere che
lega la
Smithfield Foods - la compagnia americana dalla
quale siamo partiti, e che avrebbe provocato l'influenza
suina - alletre
multinazionali del farmaco produttrici dei
vaccini,
Novartis, GlaxoSmithKline e Baxter.
Tutto e' racchiuso in una parolina magica:
Vanguard, la avanguardia finanziaria mondiale.
The
Vanguard Group e' una compagnia americana di
investimenti che gestisce un patrimonio
approssimativo di 1 trilione di dollari.
Il Vanguard possiede azioni della Smithfield (tramite,
ad esempio, il Vanguard Group Inc), azioni della Glaxo
(Vanguard Primecap Fund, Vanguard Health Care Fund ed
altri), azioni della Novartis (Vanguard Primecap Fund,
Vanguard Capital Opportunity Fund, etc.) e azioni della
Baxter (Vanguard Group, Inc., Vanguard 500 Index Fund, e
cosi' via).
Le
case farmaceutiche
non sono obbligate a pubblicare TUTTI i
risultati delle loro ricerche....-
Gen. 2009 «Dalle sperimentazioni risulta che il
risultato complessivo della nuova generazione di
antidepressivi è sotto la soglia consigliata dei
criteri clinicamente significativi», scrivono
gli scienziati. Kirsch sottolinea, inoltre, la
necessità di cambiare il sistema attuale, che
permette alle case farmaceutiche di non
pubblicare una parte dei dati delle loro
sperimentazioni:
«La frustrazione sta in questo - dice Kirsch -.
Rende difficile determinare se i farmaci
funzionino. Le case farmaceutiche dovrebbero
essere obbligate, quando commercializzano un
nuovo prodotto, a pubblicare tutti i
dati». Stavolta, per accedere alle informazioni,
gli scienziati si sono avvalsi del Freedom of
Information Act, la legge sulla trasparenza.
http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/scienza/grubrica.aspID_blog=38&ID_articolo=607&ID_sezione=243&sezione=News
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>> ESEMPIO di come opera
BIG
PHARMA
Il farmaco Symbyax, della Società Farmaceutica
Ely Lilly, anche se non
ancora presente sul mercato italiano, ha una storia
interessante per capire come si muove Big Pharma e
perciò applicabile anche a molti altri farmaci, come
quelli per il colesterolo.
Ely Lilly comunica di avere avuto pochi giorni fa il
riconoscimento del Symbyax da parte dell'FDA (Food and
Drug Administration) americana per il trattamento acuto
della depressione bipolare che non risponde ad altre
terapie.
Il farmaco deriva dall'abbinamento di 2 molecole molto
conosciute, Prozac (fluoxetina) antidepressivo + Zyprexa
(olanzapina) antipsicotico.
Nuovi farmaci, vecchie molecole.
Queste ed altre combinazioni nascono dall'esigenza di
Big Pharma di tenere alto il giro d'affari di sostanze
come la fluoxetina per la quale è scaduto da tempo il
brevetto e l'olanzapina che, pur essendo un principio
attivo best seller, ha effetti collaterali
gravi come quello di
poter aumentare la glicemia ed indurre perciò il
diabete.
E' quindi una strategia, come ha scritto il
Wall Street
Journal, che mira a tarpare le ali alla concorrenza dei
farmaci generici, tenere alto il nome di quelli datati e
aumentare la probabilità che i pazienti continuino ad
usarli. (Jacky Law, Big Pharma, Einaudi 2006).
Inoltre questi farmaci ambivalenti possono essere utili
per far provare a pazienti prodotti nuovi sfruttando la
fedeltà a quelli vecchi.
Di nuovo c'è solo quindi la strategia di mercato per
ripresentare due farmaci in uno e, guarda caso per uno
di questi è sempre scaduto il brevetto.
Cure nuove per le malattie o nuove cure per il mercato
farmaceutico ? I titoli azionari della Ely Lilly, dopo
la comunicazione dell'approvazione da parte dell'FDA e
la modifica del foglietto illustrativo (bugiardino)
sono salite a Wall Street !
Tratto da: ilserpentedigaleno.blogosfere.it
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Ma
chi sono i padroni di BIG
PHARMA ?
- vedi:
BIG PHARMA - 2
(elenco delle aziende)
Alcune famiglie storiche, come gli Hoffmann che
controllano ancora la Roche, i Sandoz , ancora
presenti in Novartis, gli svedesi Wallenberg in
AstraZeneca, la fondazione Lilly in Eli Lilly, o
gruppi multisettoriali, come la Total (famiglie
Frère e Desmarais) e l'Oréal (famiglia
Bettencourt e Nestlé), maggiori azionisti di
Sanofi-Aventis.
Per il resto si tratta di investitori
istituzionali, in primo luogo banche e fondi di
investimento, per conto di migliaia di piccoli
risparmiatori.
Pochi operatori dominano le maggiori imprese: la
britannica Barclays Bank , la statunitense State
Street , alcune case di fondi come Fidelity ,
The Capital Group , Wellington . E nel 60-70%
del capitale che fa capo a fondi o investitori
di Borsa, non mancano gli operatori italiani. Le
grandi aziende farmaceutiche, spesso in linee di
investimento "salute e ambiente", sono in
portafoglio ai maggiori gestori nazionali di
fondi. Eurizon (gruppo Sanpaolo-Imi, ora Intesa
Sanpaolo) ha, tra l'altro, Novartis come secondo
titolo del fondo azionario internazionale etico.
Nord Est Fund , delle Casse rurali trentine e
Bcc del Triveneto, investe nelle farmaceutiche,
GlaxoSmithKline e Schering Plough in testa, il
14% dell'azionario globale. Etica sgr , la
società del risparmio gestito di Banca Etica,
che aderisce a Iccr, ha in portafoglio
Bristol-Myers Squibb, Johnson & Johnson,
Sanofi-Aventis. Il rapporto di Iccr ha già messo
in moto reazioni da vari fronti, ma il suo
obiettivo più importante è influenzare il
comportamento delle imprese a partire proprio
dalla sollecitazione agli azionisti a compiere
scelte responsabili.
By Francesco Terreri - Fonte:
Microfinanza
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Visionare questo documentario: http://www.mediaed.org/cgi-bin/commerce.cgi?preadd=action&key=224
-
Il video autogestito scuote
Big Pharma
Finora, le perturbazioni nel
mondo della salute e del farmaco che avevano origine in
Internet erano relativamente contenute. Da tempo ci
sono, è vero, gli spamming continui degli adepti di
Dianetics, per i quali la prima cosa da fare è eliminare
qualsiasi psicofarmaco.
Ci sono state le catene di Sant'Antonio
sul sodio laurilsolfato ma poco altro.
La possibilità
offerta da Internet di fare una comunicazione diretta
senza avere i mezzi di una grande azienda non aveva
finora prodotto esiti rilevanti sotto questo aspetto. La
situazione potrebbe però essere invertita da sistemi di
pubblicazione multimediale come YouTube.
La questione è
stata lanciata dalla pubblicazione specializzata
AdvertisingAge, focalizzandosi su due documenti in
particolare:
- il primo è stato realizzato da un ex
informatore scientifico di Eli Lilly, che si occupava
dello Ziprexa. In due spezzoni da cinque minuti
ciascuno, l'ex dipendente spiattella la strategia
adottata dall'azienda per affrontare la questione degli
effetti collaterali del farmaco, e non ne esce un
ritratto lusinghiero -
By Sveva Prati
Tratto da:
mediaed.org
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Citazioni di esponenti di
Big Pharma:
"Questi episodi sono fonte di una qualche
preoccupazione, perché strutture come YouTube non hanno
sistemi di controllo" ha dichiarato Dorothy Wetzel, già
responsabile del consumer marketing di
Pfizer e ora alto
papavero di
Saatchi & Saatchi New York. "Però bisognerà
abituarsi, perché non si tratta di un fenomeno
transitorio".
Passando ai contenuti, "Big Bucks, Big Pharma" è una
denuncia delle storture indotte dalla pubblicità
dell'etico diretta al consumatore (giro d'affari di 5
miliardi di dollari) e sostiene, avvalorata da
interviste a personaggi incontestabili come Marcia
Angell, l'ex direttore del
New England Journal of
Medicine (e docente della facoltà medica di Harvard) o
di Bob Goodman, primario del policlinico universitario
della Columbia e fondatore di
No Free Lunch, una ONLUS
che combatte l'abitudine dei
medici di accettare inviti
a pranzo, e altro, da parte delle aziende.
Il senso del documentario è tutto racchiuso nella frase
pronunciata da Marcia Angell: "Non posso fare a meno di
pensare che milioni di persone assumono farmaci di cui
non hanno bisogno e che potrebbero anche rivelarsi
pericolosi".
Il documentario, che deve molto a
Michael Moore, è in
vendita da mesi sul sito della fondazione, ma YouTube è
stato determinante per il sistema di marketing virale
adottato dai promotori, basato anche sul contatto con
associazioni di anziani, gruppi civici, scuole.
Quanto al caso
dell'antipsicotico di Lilly, l'accusa è intuibile:
l'azienda avrebbe minimizzato gli effetti indesiderati
del farmaco, mostrando come piegare il dato statistico
ai propri interessi senza mentire in senso stretto.
L'azienda non ha replicato, ma esperti legali
intervistati da AdvertisingAge sostengono che, a meno di
provare che vi è diffamazione, c'è poco da fare.
Secondo un vecchio detto, se non si può battere qualcuno
è meglio allearsi con lui. Ed è quello che probabilmente
accadrà anche con questi sistemi autogestiti di
comunicazione. Lo prova il fatto che, sempre su YouTube,
è reperibile anche un filmato di un minuto e 43 secondi
sulla sindrome della gambe senza riposo. Autore, Glaxo
SmithKline.....
Tratto da. La leva di Archimede
Big
Pharma non si
preoccupa certo della vostra salute, anzi, a dirla
tutta non gliene frega proprio nulla, l’unica cosa che
fanno le multinazionali del farmaco è depredare, e
aumentare i fatturati. e naturalmente non guarirvi (
almeno non del tutto) : un malato guarito non acquista
farmaci. un malato cronico sì.
vi propongo in merito
un articolo di L. Gallo sulle misfatte di
Big pharma nel terzo
mondo. già che ci siete visitatevi il suo blog molto
ricco di informazioni:
http://protonutrizione.blogosfere.it/
“Abbiamo più volte parlato
dell’aspetto problematico e purtroppo spesso antietico
legato al marketing farmaceutico in vari
post dedicati all’argomento.
Leggiamo a proposito da l’Espresso un’interessante
riflessione di
Suketu Mehta sul rapporto che le multinazionali del
farmaco hanno con i rimedi tradizionali di alcune
culture e civiltà:
“Le case farmaceutiche occidentali fanno miliardi con
alcune medicine prodotte inizialmente dai paesi in via
di sviluppo. Ma i rimedi alle
erbe, come la
zucca amara o il Turmeric, conosciuti per la loro
efficacia nella cura di tutto, non portano alcun
guadagno a quei paesi i cui saggi per primi ne avevano
individuato le virtù. Il governo indiano ha calcolato
che ogni anno nel mondo vengono emessi circa 2 mila
brevetti legati alla medicina tradizionale indiana.”
Stessa cosa è accaduta per l’antica scienza spirituale
dello Yoga, un sapere considerato un tempo universale e
i cui insegnamenti, includenti anche pratiche per il
benessere psicofisico, saccheggiati a man bassa, oggi
contano solo in America centinaia tra copyright e
brevetti e migliaia di marchi.
Dovrebbero quindi, osserva Mheta, restituire il favore
“rendendo disponibili quei farmaci salvavita a prezzi
ridotti, o per lo meno permettere alle case
farmaceutiche indiane di produrne i generici. Se la
posizione del loto appartiene al genere umano,
altrettanto dovrebbe valere per la formula del Gleevec,
il farmaco per curare la leucemia per il quale una casa
farmaceutica svizzera, che ne ha registrato il brevetto,
sta facendo causa al governo indiano.”
Tratto da:
http://parvatim.wordpress.com/2008/01/11/i-tentacoli-di-big-pharma/
Familiarmente note come
Big Pharma, otto
multinazionali farmaceutiche (cinque anglosassoni e tre
europee) da sole si spartiscono oltre la metà del
fatturato complessivo. La loro immensa fortuna si basa
su alcuni importanti accordi commerciali, tra cui
l’accordo
TRIPS, entrato in vigore nel gennaio 1995.
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
La sanità preda del mercato -
Big Farma, storie di
ordinaria corruzione
vedi:
BIG PHARMA - 2
(elenco delle aziende) Grazie a un'ondata di fusioni senza precedenti,
dieci gruppi farmaceutici si dividono oggi il 50% del
mercato mondiale dei medicinali - a maggior beneficio
dei loro azionisti, cercando in tutti i paesi del mondo,
collusioni per ottenere la possibilita' di vendere e
quindi far consumare
farmaci e
vaccini. I
principali responsabili della deriva verso la
mercificazione del mercato
dei malati, sono le Universita' (che licenziano
medici che
NON conoscono
TUTTE le tecniche sanitarie possibili, ma solo
quelle farmacologiche...
medici che sono
quindi indottrinati dalle idee di
Big Pharma) ed i
poteri pubblici che formano i medici per poi
abbandonarli a un lavoro spesso solitario, senza mezzi
indipendenti per aggiornare le loro conoscenze. Va detto
però che si scontrano con una
lobby molto organizzata, che non esita a
utilizzare l'intimidazione e il ricatto (nell'uso o
nell'immissione sul mercato delle novità terapeutiche).
Il paziente, da parte sua, non dispone di alcun mezzo
per farsi un'opinione informata (al di fuori della
pubblicità). L'eventuale legalizzazione, da parte
dell'Unione europea, della pubblicità diretta nei
confronti del pubblico, rischia di fare aumentare ancora
di più la confusione.
L'emarginazione della componente politica - che è poi
l'altro nome del “buco” della sicurezza sociale - non è
irrimediabile: diverse proposte permetterebbero di
coinvolgere pazienti e medici nelle scelte sulla salute
- come hanno fatto, senza aspettare inviti, i malati di
aids.
Come prima cosa si dovranno scardinare i paletti
intellettuali solidamente costruiti dalle case
farmaceutiche con la pratica di garantire la carriera ai
ricercatori scientifici che aprono loro i mercati
emarginando gli altri, di comprare i favori o la
complicità di alcuni media, di viziare i “buoni
prescrittori” e diffidare dei medici “passatisti”
che tendono a prescrivere buoni, vecchi medicinali
sperimentati.
L'industria - sistematicamente depredata dalla
finanza, e con
favolose riserve di contanti - fa regnare, su tutti i
protagonisti, un preoccupante controllo delle opinioni.
I fatti di piccola corruzione ordinaria indotta da
queste pratiche hanno finito con il corrompere, a tutti
i livelli, il contratto sociale relativo alla sanità
pubblica.
"...Gli interessi
delle multinazionali del farmaco sono molto ben
rappresentati, anche in Italia all’interno delle nostre
istituzioni, la ‘capacità di fuoco’ di queste aziende –
attente innanzitutto ai profitti – è davvero elevata.
Come ebbe a dire Loris Jacopo Bononi, già elemento di
punta della Pfitzer, "solo chi ha vissuto le
multinazionali del farmaco dall’interno ne ha chiara
l’inaudita potenza". Secondo: siamo da sempre convinti
che la partita vada giocata non tanto sul "vietare"
qualcosa, quanto sull’informazione per una scelta
consapevole. Il grande lavoro che stiamo facendo da
quattro anni a questa parte è quello di sensibilizzare
le famiglie, informarle dei rischi di queste terapie a
base di psicofarmaci, dell’inutilità di strategie
terapeutiche 'tampone' che non risolvono nulla."
By Luca Poma, portavoce nazionale di
Giù le Mani dai Bambini
Il libro di Jack Law:
BIG PHARMA
Un durissimo atto d'accusa contro le
multinazionali farmaceutiche che dominano il più
redditizio business al mondo, quello della malattia.
Dopo la lettura di questo libro, ogni volta che
prenderete una medicina vi chiederete se fa bene a voi o
se fa bene a loro.
Mentre negli Stati Uniti è annunciata l'uscita di
Sicko, il nuovo documentario di Michael Moore contro
l'industria farmaceutica americana, questo libro di
Jacky Law ci spiega in che modo "Big
Pharma" (l'insieme delle multinazionali
farmaceutiche) si è progressivamente allontanata dal suo
obiettivo primario: la salute e il benessere delle
persone.
L'autore ci svela un sistema nel quale la ricerca dei
profitti non coincide più con la tutela della nostra
salute, ma con una gigantesca impresa dove il marketing
orienta la ricerca scientifica e induce essa stessa il
bisogno di farmaci spesso inutili quando non dannosi.
Dove il costo delle medicine cresce senza sosta, mentre
diminuiscono i nuovi prodotti immessi sul mercato; dove
gli studi scientifici sono manipolati, i ricercatori e
le autorità di controllo corrotti o intimiditi.
Tutto questo a detrimento di una ricerca orientata verso
malattie «meno redditizie» e con la complicità di
moltissimi medici a libro paga del mostro «Big Pharma».
Ma Law ci fornisce anche preziose indicazioni per
sottrarci a una medicalizzazione della società imposta
dal mercato e farci riconquistare il controllo sulla
nostra salute, non più come passivi consumatori ma come
cittadini finalmente responsabili e informati.
Oggi la “Casta del
Cancro” - interconnessa con
Big Pharma - difende
a spada tratta la
chemioterapia e la
radioterapia,
nonostante i risultati
fallimentari degli ultimi 40 anni !
Non ci viene detto però che la sopravvivenza a 5 anni
dalla chemio supera di poco il 2%, e questo perché le
sostanze usate, sono esse stesse “cancerogene”, “mutagene”
e “teratogene”.
Il bugiardino del farmaco
Doxorubicina (costo 1743,94 euro), per esempio, riporta
testualmente: “Tutti gli articoli usati per la
somministrazione della Doxorubicina (guanti, maschere,
siringhe, ecc.) dovranno essere posti in appositi
sacchi per rifiuti speciali ad alto rischio, e
inceneriti a 1000 gradi”…
Viene da chiedersi: come mai ai malati di
cancro vengono
somministrate sostanze costosissime e altamente
tossiche per l’organismo, al punto da richiederne l’incenerimento
ad alte temperature ?
Ignoranza, malafede, interessi economici ?
“Business is business”,
e anche il cancro non è immune da tale logica
commerciale: la chemio può costare fino 50.000 euro al
mese, un solo trapianto di midollo 36.000, un ciclo
completo di radioterapia 26.000 euro, ecc.
Il costo medio di un paziente oncologico è di oltre
200.000 euro, e ogni anno in Italia sono oltre 270.000 i
nuovi malati… "
"...
Big Pharmahas around 1,300
lobbyists in Washington
- that's more than two for every member of
Congress. "They are powerful", said Senator
Chuck Grassley, chairman of the Senate Finance
Committee, "You can hardly swing a cat by the
tail in that town without hitting a
pharmaceutical lobbyist."
"Is it
any surprise then that legislation
favourable to the drug industry, including
immunity from prosecution, is constantly
passed by the poodles on the hill ?
It is the same elsewhere, too, in this
global gluttony of bribery and corruption.
In Britain, for example, doctors are given
bonuses for meeting government "vaccination
targets"
- in other words financial incentives to
increase the uptake of the
horrific vaccine
potions produced by the drug corporations."
BIG FARMA è una delle piu' importanti
Corporazioni internazionali, che assieme a
quelli delle armi e del petrolio, guida
anche la politica USA.....sponsorizzando i
politici che poi vengono eletti alla casa
bianca.
vedere:
Veleni chimici farmaceutici
Il Dr. Rath ha fatto inequivocabilmente
centro: la sua denuncia contro il "Business
farmaceutico della malattia" rivela come
gli accusati abbiano volutamente instaurato
questo clima di terrore globale per portare
avanti i loro sporchi interessi a colpi di
leggi nazionali ed internazionali.
Interessante il fatto che Bush padre faceva
parte del consiglio di amministrazione della
Eli Lilly.
Il piano strategico di infiltrate dirigenti
di case farmaceutiche, cosi' come sostenuto
dal Dr. Rath, negli esecutivi dei governi e
nei vari
settori della ricerca, sembra
funzionare. Di seguito un piccolo articolo
trovato su
Nexus.
Un recente studio della York
University ha rivelato che le
case farmaceutiche
americane:"spends almost twice as
much on promotion as it does on research and
development, contrary to the industry’s
claim.
The U.S. pharmaceutical industry spent 24.4%
of the sales dollar on promotion, versus
13.4% for research and development, as a
percentage of US domestic sales of US$235.4
billion." Quindi BigPharma spende più in pubblicità
che in ricerca......
ATTENZIONE: Società farmaceutiche, la
festa sta per finire. La diagnosi sullo stato
di salute del settore, da qui a tre anni, non è
affatto positiva. Anzi. Per la prima volta dopo
tempi di vacche grasse, anche per le mega
multinazionali del farmaco sta per arrivare il
giro di boa: la data di scadenza dei
super-profitti è il 2011.
A lanciare il profit warning è Lehman Brothers,
che per quell'anno prevede l'arrivo della
peggiore crisi del settore in quanto a ricavi,
da decenni a questa parte.
Tra le cause, l'aumentata competizione dei
farmaci generici (o equivalenti, cioè farmaci
che hanno esattamente la stessa efficacia
effetto di quelli di marca, ma costano meno) e
la scadenza imminente di numerosi brevetti. «Per
la prima volta nella storia - ha dichiarato al
Financial Times Alexis de
Rosnay, capo della divisione healthcare
dell'istituto finanziario statunitense - il
settore registrerà una crescita negativa». Che
il settore fosse già maturo non è una novità, ma
nessuno finora aveva detto quando la bomba a
orologeria scoppierà. Speriamo presto...
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
1) “Attenti
alle bufale”, di Tom Jefferson – Il Pensiero
Scientifico Editore, 2006
Come usare la evidence-based medicine per
difendersi dai cattivi maestri.
“… Sollevatore di coscienze in un'epoca in
cui la evidence-based medicine è sulla bocca di
tutti (troppo spesso a sproposito) ed è
diventata uno strumento utilizzato da alcuni
"furbi" per sostenere tesi improponibili,
tentare di gestire potere culturale o mettere su
delle vere e proprie attività commerciali”.
2) “ Big Pharma”, di
Jacky Law – Einaudi S.p.A. Editore, 2006
Come l’industria farmaceutica controlla la nostra salute
“Un durissimo atto d’accusa contro le
multinazionali farmaceutiche che dominano il più
redditizio business al mondo, quello della malattia.
Dopo la lettura di questo libro ogni volta che
prenderete una medicina vi chiederete se fa bene a voi o
se fa bene a loro…”
Big Pharma Qualche giorno fa, i
produttori di farmaci hanno
garantito all'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS)
che possono produrre 4.5 miliardi di vaccini contro
l'influenza aviaria entro il 2010. Ma all'OMS non basta
ancora, perché loro vogliono vaccinare tutti, dico
tutti, gli abitanti del pianeta. "Quanno ce vo', ce vo'",
pare abbia detto il segretario generale dell'OMS. Ma se
esplode un'epidemia da sei miliardi di persone - e
finora siamo solo a qualche vittima l'anno - non è
meglio monitorare l'evoluzione geografica e molecolare
del virus e intervenire in modo oculato ?
Ho sempre
creduto che le caratteristiche delle
epidemie (sviluppo
di resistenze, imprevedibilità, retroazione eccetera)
sconsigliassero approcci così drastici. Prima di dare
altri soldi a Big Pharma sull'onda del terrore come fece
Storace qualche anno fa, mi piacerebbe che un immunologo
mi desse il suo parere, altrimenti dovrò rivolgermi allo
Stagnaro.
Le papere, invece, se ne
sbattono, secondo una
news del New Scientist (che però, farabutti, è
visibile solo agli abbonati). Non perdono tempo con
profezie, comunicati stampa, lobby farmaceutiche e
contratti per i vaccini: hanno sviluppato gli anticorpi,
le papere, e ora, guarite dall'influenza, se ne vanno in
giro per l'Europa.
Commenta, soprattutto
se sei un immunologo
Sono Stagnaro (non so se il
possibile…consulente) e vorrei dire la mia. Ammiro
l’opera di tutti gli specialisti immunologi della santa
OMS, che si preoccupano della potenziale epidemia di
aviaria, da anni annunciata. Bravi; continuate pure ad
impiegare i nostri soldi in questi preparativi di
prevenzione primaria. Ma desidero anche aggiungere che
di EPIDEMIE ne abbiamo già in atto da decenni: cancro
solido e liquido, diabete mellito, arteriosclerosi, etc.
Io ho dimostrato l’esistenza delle varie COSTITUZIONI
(14 lavori Medline) con articoli ospitati su riviste di
fama mondiale e in numerosi libri (chiedere a Google
oppure visitare (senza login…)
www.semeioticabiofisica.it
Inoltre, riconosciute alla nascita dei singoli, le
costituzioni sono quantificate con un semplice
fonendoscopio! Infine, esistono i relativi Reali Rischi
Congeniti "conditio sine qua non" della possibile
insorgenza delle rispettive malattie.
Perchè questi Maestri del Pensiero Medico sponsorizzati
– silenziosi in modo desolante per nascondere il loro
scarso statuto ontologico e la mancata volontà di
ridurre in modo significativo i casi di malattie
ricordate sopra, non si preoccupano di diffondere le
nuove conoscenze semeiotico biofisiche, come fa
www.naure.com ? Publishing in the New
Millennium:
A Forum on Publishing in the Biosciences:
http://network.nature.com/forums/harvardpublishingforum/673
By
Sergio Stagnaro (medico) · 5 November 07
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Il video (English)
autogestito scuote Big Pharma
http://it.youtube.com/watch?v=81DmeC_EXKI è invece
il trailer che presenta un vero e proprio documentario
intitolato "Big Bucks, Big Pharma" (grandi soldi, grandi
farmaceutiche), che in 46 minuti affronta tutto il tema
della promozione del farmaco.
Il documentario non è però un "contributo dal basso",
come si diceva una volta, ma è opera della Media
Education Foundation, un gruppo indipendente di
Northampton che si dedica alla realizzazione di film di
analisi e denuncia del sistema dei media
statunitense.
"Questi episodi sono fonte di una qualche
preoccupazione, perché strutture come YouTube non hanno
sistemi di controllo" ha dichiarato Dorothy Wetzel, già
responsabile del consumer marketing di Pfizer e ora alto
papavero di SaatchiGeoff-Vuleta-Profile & Saatchi New
York. "Però bisognerà abituarsi, perché non si tratta di
un fenomeno transitorio".
Passando ai contenuti, "Big Bucks, Big Pharma" è una
denuncia delle storture indotte dalla pubblicità
dell'etico diretta al consumatore (giro d'affari di 5
miliardi di dollari) e sostiene, avvalorata da
interviste a personaggi incontestabili come Marcia
Angell, l'ex direttore del New England Journal of
Medicine (e docente della facoltà medica di
HarvardB-School-Isnt-What-It-Used-To-Be ) o di Bob
Goodman, primario del policlinico universitario della
Columbia e fondatore di No Free Lunch, una ONLUS che
combatte l'abitudine dei medici di accettare inviti a
pranzo, e altro, da parte delle aziende.
Il senso del documentario è tutto racchiuso nella frase
pronunciata da Marcia Angell: "Non posso fare a meno di
pensare che milioni di persone assumono farmaci di cui
non hanno bisogno e che potrebbero anche rivelarsi
pericolosi".
Il documentario, che deve molto a Michael Moore, è in
vendita da mesi sul sito della fondazione, ma YouTube è
stato determinante per il sistema di marketing virale
adottato dai promotori, basato anche sul contatto con
associazioni di anziani, gruppi civici, scuole.
Quanto al caso dell'antipsicotico di Lilly, l'accusa è
intuibile: l'azienda avrebbe minimizzato gli effetti
indesiderati del farmaco, mostrando come piegare
il dato statistico ai propri interessi senza mentire
in senso stretto. L'azienda non ha replicato, ma esperti
legali intervistati da AdvertisingAge sostengono che, a
meno di provare che vi è diffamazione, c'è poco da fare.
Secondo un vecchio detto, se non si può battere qualcuno
è meglio allearsi con lui.
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Marcia Angell
- Farma & Co (Big Farma) Industria farmaceutica:
storie straordinarie di ordinaria corruzione
"Lasciamo
che il mondo veda quello che gli Stati Uniti
fanno ai loro cittadini quando hanno la
sventura di ammalarsi" ...Michael
Moore, a proposito del suo prossimo film
Sicko
Farmaci di marca e farmaci generici. Farmaci
che costano una fortuna. Farmaci che
cambiano nome e curano patologie diverse, ma
sono esattamente gli stessi. Il Prozac, per
esempio, che, colorato di rosso e lavanda, è
diventato Sarafem, un rimedio contro la
sindrome premestruale a un prezzo tre volte
superiore.
I farmaci davvero innovativi immessi sul
mercato sono sempre meno perché l’obiettivo
principale delle aziende è prolungare i
brevetti – e gli incassi – di quelli già
esistenti. Dagli anni ottanta l’industria
farmaceutica è il business più redditizio
del mondo, con un fatturato annuo di 400
miliardi di dollari.
Nella catena che dai fondi pubblici per la
ricerca arriva fino ai medici e ai pazienti,
gli interessi si concentrano nelle mani
delle Big Pharma, veri colossi del marketing
contemporaneo, raffinate macchine da guerra
contro la salute dei cittadini.
Ricerche
e sperimentazioni truccate, sindromi
inventate a tavolino come il «disordine
di ansia sociale», lo scandalo dei farmaci
per l'Aids negati ai paesi del Sud per non
perderne il monopolio, medici comprati
con sovvenzioni da favola, modifiche
«cosmetiche» a farmaci già esistenti, i
cui effetti diventano dubbi, se non
addirittura pericolosi.
Che cosa sta succedendo ?
Come facciamo a sapere se i farmaci che ci
vengono prescritti sono efficaci ?
Come orientarsi nelle nebbie della peggiore
declinazione del mercato globale ?
Ce lo spiega in questo incredibile resoconto
Marcia Angell, annoverata dalla rivista Time
tra le venticinque persone più influenti
d’America. Una lettura feroce, magnetica, da
cui si esce necessariamente diversi: più
forti, più indignati, infinitamente più
consapevoli.
Marcia Angell, medico specializzato
in medicina interna e patologia, è stata
direttrice The New England Journal of
Medicine,una delle riviste mediche più
prestigiose al mondo. In campo sanitario è
un’autorità riconosciuta e una convinta
sostenitrice della riforma medica e
farmaceutica.
Ora insegna alla Harvard Medical School. Ha
già pubblicato Science on Trial.
Tratto da il
saggiatore.it
...continua..:
La verità sulle
aziende farmaceutiche secondo Marcia Angell.
Bugie, corruzione e
speculazioni che sono alla base del business più
remunerativo del mondo, giocato sulla salute
delle persone...
Il libro Farma
& Co. Industria farmaceutica: storie
straordinarie di ordinaria corruzione è
un'analisi attenta, documentata, arrabbiata,
sull'industria che dal 1980 al 2003 è stata la
più florida del mondo.
Un'industria che ha sempre potuto contare,
afferma Domenico Gallo nella sua introduzione al
libro, sulla "marcata asimmetria fra lo
strapotere del mondo medico da un lato, e la
scarsità di conoscenze e di informazioni, la
difficoltà di orientamento, la conseguente
mancanza di un atteggiamento critico da parte
dei cittadini dall'altro". Tutti fattori che
hanno fatto sì che quella farmaceutica fosse
un'industria basata fondamentalmente sulla
fiducia: fiducia che il medico prescrivesse
effettivamente il farmaco migliore, che le case
farmaceutiche producessero nuovi farmaci via via
più efficaci e fiducia che, avendo a che fare
con un diritto fondamentale dell'uomo quale la
salute, l'industria dei farmaci non si
asservisse alle ciniche distorsioni del mercato.
Evidentemente, a leggere il libro della Angell,
la fiducia è stata mal riposta.
Non c'è aspetto dell'industria farmaceutica che
non venga sezionato e smascherato dall'autrice:
dal falso "mito" della ricerca e dello sviluppo,
addotto dalle case farmaceutiche come prima
giustificazione per gli alti prezzi dei farmaci,
ai mille metodi poco chiari con cui prolungare i
brevetti che garantiscono l'esclusività di una
determinata produzione, dai modi per aggirare le
leggi e convincere i medici a prescrivere alcuni
prodotti piuttosto che altri, alle "invenzioni"
di nuove patologie.
Per quanto riguarda, poi, i costi della ricerca
e dello sviluppo di cui si diceva, Marcia Angell
dimostra come la maggior parte delle ricerche
volte a scoprire nuove molecole e nuovi tipi di
cure, venga effettuata dalle università o dagli
enti governativi e in minor quantità dalle ditte
farmaceutiche, e quand'anche fosse vera la cifra
di 31 miliardi che nel 2003 è stata quella che
le dieci società farmaceutiche USA nella lista
"Fortune 500", hanno dichiarato di spendere per
la R&S, bisognerebbe riflettere sul fatto che la
cifra spesa per il marketing e l'amministrazione
si è aggirata intorno ai 67 miliardi di dollari,
e che comunque nessuno si sarebbe potuto
lamentare visto che le entrate delle vendite
avevano fatturato qualcosa come 217 miliardi di
dollari.
Fonte:
http://www.efiles.unibocconi.it
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Grazie
a un'ondata di fusioni senza precedenti, dieci
gruppi Farmaceutici si dividono oggi il 50% del
mercato mondiale dei medicinali - a maggior
beneficio dei loro azionisti.
Portano sollievo al
mondo (cosi ci dicono loro) e finanziano la ricerca con i guadagni delle
vendite.
Questo è il volto, levigato e sorridente, che le
«Big Pharma» mostrano al mondo. Ma qualche ruga
comincia ad apparire.
Nel Sud del mondo, si muore
per mancanza di medicinali, spesso troppo cari;
nel Nord, si soffre per un eccesso di consumi
e per effetti secondari a lungo ignorati.
Tuttavia, le case farmaceutiche non sembrano
temere alcun contro-potere.
Se è in gioco il marcio della politica, la stampa
adora mettere in prima pagina fatti di tangenti.
Silenzio assoluto dei media invece, quando Glaxo
SmithKline (Gsk) viene sottoposta, in Italia, a
una gigantesca inchiesta di polizia che coinvolge
ben 2.900 medici.
A eccezione del British Medical
Journal (Bmj) e del Guardian di Londra (13
febbraio 2003), su questo grande scandalo si è
scritto poco o niente.
Eppure, ben 37 impiegati di Gsk Italia e 35 medici
sono stati accusati di «corruzione»; 80
informatori scientifici denunciati per versamenti
illegali a favore di medici disposti a prescrivere
prodotti della casa piuttosto che gli equivalenti
generici. Nel corso dell'inchiesta, la polizia ha
scoperto un complesso sistema informatico,
denominato Giove (Jupiter), che permetteva ai
rappresentanti commerciali della ditta di
controllare, attraverso le ricette presentate in
farmacia, le prescrizioni dei medici che erano
stati pagati. Inoltre, secondo Bmj, 13.000 ore di
registrazioni telefoniche dimostrerebbero molto
chiaramente quanto stretta fosse la relazione tra
il numero delle prescrizioni e la consistenza dei
regali ottenuti dai medici: visite «mediche» al
Gran premio di Montecarlo o ai Caraibi, versamenti
in contanti fino a 1.500 euro, ecc.
L'Italia è un caso isolato ? Scandali simili sono
emersi negli Stati uniti e in Germania...
Nell'aprile 1993, la dottoressa Nancy Olivieri,
dell'Ospedale pediatrico di Toronto, firma con la
società Apotex Research Inc. un protocollo di
ricerca su una nuova molecola, il deferiprone, che
potrebbe aiutare i pazienti colpiti da talassemia
(malattia del sangue ereditaria) a evitare i
problemi cardiaci legati al sovraccarico di ferro.
A quel tempo la dottoressa Olivieri era ben
lontana dal sospettare che il suo «caso», otto
anni dopo, sarebbe stato oggetto di un rapporto
d'inchiesta di oltre 500 pagine. Due anni dopo
l'inizio della sperimentazione terapeutica e la
pubblicazione dei primi, incoraggianti risultati,
le nasce il sospetto che il medicinale aggravi la
fibrosi epatica di alcuni suoi malati. Decide
allora di far firmare ai pazienti una nuova
lettera di consenso, affinché siano informati dei
rischi potenziali legati a effetti secondari, e
sottopone la lettera ai suoi superiori.
Immediatamente, la casa farmaceutica annulla il
contratto (senza interrompere le ricerche in corso
in altri ospedali) e minaccia di trascinarla in
tribunale se dovesse infrangere la clausola di
riservatezza che ha imprudentemente firmato.
Ignorando le pressioni, in nome del proprio dovere
verso i pazienti, il medico presenta i risultati
del suo lavoro nel corso di un convegno.
In sei anni di noie giudiziarie e professionali,
sarà sostenuta soltanto dall'Association
Canadienne des Professeur(e)s d'Université (Acppu).
Vero è che il direttore di Apotex, uno dei «filantropi»
più influenti di Toronto, aveva proposto una
donazione di 20 milioni di dollari all'università
della città per la costruzione di un nuovo
edificio....
Grazie alla sua tenacia, tuttavia, la dottoressa
Olivieri alla fine ha vinto la causa. Reintegrata
in servizio, e con una compensazione per gli anni
di ricerca perduti, ha anche ottenuto
l'annullamento da parte della Commissione europea
dell'autorizzazione alla vendita del deferiprone,
in nome del fatto che nessuno studio scientifico
ha finora eliminato i timori da lei segnalati.
Per un violento attacco di otite, un medico ha
prescritto a Roselyne un antibiotico di terza
generazione.
Due giorni dopo, la donna si trascina a fatica per
casa, la pressione è molto bassa. Consulta allora
un altro medico che le dice di aver «già avuto
problemi con questo antibiotico» e le consiglia
di sospendere il trattamento.
Nel giro di due giorni Roselyne recupera le forze.
L'incidente non è grave e niente prova che sia
legato al medicinale. Tanto meglio! Perché
comunque il medico di base non avrebbe a
disposizione alcun mezzo per segnalarlo. Infatti,
anche se la Previdenza sociale con l'introduzione
della carta Sesame-Vitale gli impone per ogni
prestazione di connettersi a Internet, nessun sito
recensisce questo tipo di osservazioni, le quali
invece, se messe insieme, permetterebbero agli
epidemiologi di scoprire rischi non individuati
prima dell'approvazione del farmaco. Gli appelli
del collettivo Europe et medicament, per un
maggior coinvolgimento del paziente nella
farmaco-vigilanza, per ora non sono stati recepiti
dalla Commissione europea.
L'associazione per la lotta contro l'aids, Act
up-Paris, da tempo lamenta la mancanza di un
finanziamento per perfezionare, ad esempio, le
posologie dei farmaci trivalenti per le donne (le
sperimentazioni hanno coinvolto schiere di
pazienti, ma erano in maggioranza uomini).
Una volta ottenuta l'autorizzazione all'immissione
sul mercato (Amm), la legge non prevede né una
successiva valutazione del prodotto, né il
controllo di un certo numero di persone sotto
trattamento.
Senza una legislazione vincolante, le valutazioni
post - Amm, dette «di fase IV», sono dunque
affidate alla buona volontà delle case
farmaceutiche. Sempre carenti di fondi pubblici,
alcuni medici e ricercatori si arruolano così in
quelle che a volte vengono definite «valutazioni
di marketing».
«A noi la pubblicità non dà certo fastidio! -
racconta ridendo un redattore della rivista
“L'Infirmière” - Contrariamente a quasi tutte
le pubblicazioni professionali del settore medico,
non interessiamo affatto le case farmaceutiche.
I nostri lettori non richiedono né prescrivono
medicinali. Se non altro, questo ci lascia
assolutamente liberi di scrivere su argomenti che
ci interessano: la relazione con il paziente, lo
stato degli ospedali nel terzo mondo, le difficoltà
della professione...»
Al contrario, a parte alcune pubblicazioni come
Pratiques (un trimestrale) o Prescrire (che offre
una valutazione critica dei medicinali immessi sul
mercato), i giornali destinati ai medici, molto
spesso unico strumento d'informazione (e di
formazione!) nel corso della loro carriera, sono
saturi di annunci pubblicitari.
Tra «ricerca» e «vita», la salute Suzanne,
giornalista, aveva lasciato Parigi per il sud
dell'Inghilterra, dove sperava di vivere del suo
lavoro - il che però si rivela più difficile del
previsto.
Ma ecco che riceve, per posta, una proposta
allettante: «Saremmo lieti che partecipasse al
convegno medico che si terrà a Londra il 22
gennaio e che pubblicasse un articolo sulla stampa
francese.
Il nostro obiettivo è informare il
pubblico su una malattia importante, ma
relativamente sconosciuta e sui nuovi progressi
terapeutici individuati». Segue una descrizione
dettagliata della «malattia» e degli eccellenti
risultati ottenuti con il nuovo farmaco.
«Consapevoli che non potrà garantire la
pubblicazione di questo articolo, Le verseremo la
somma di 500 sterline per partecipare al convegno,
scrivere l'articolo e proporlo, per esempio, a l'Agence
France Presse, a Le Monde o al Quotidien du Médecin».
Molto interessata, Suzanne chiede alcune
precisazioni.
«Le garantisco che è una pratica corrente:
saranno presenti anche dieci giornalisti
britannici e quattro scandinavi».
Alla lettera è allegato l'articolo di un collega,
a titolo d'esempio...
o di modello. «Certo, se Lei riuscirà a fare
pubblicare l'articolo, mi sarà più facile
invitarla di nuovo in seguito».
Medico di base e romanziere, Martin Winckler nella
sua cronaca radiofonica su France Inter, dà il
suo parere su tutto. Ma, il 15 maggio 2003, osa
proporre l'ultimo libro di Philippe Pignarre, ex
dirigente dell'industria farmaceutica, che
analizza la «crisi» a suo giudizio attraversata
dalle case farmaceutiche: diminuendo le possibilità
di individuare importanti novità terapeutiche, è
a rischio, in prospettiva, la redditività
finanziaria - finora eccezionale - del settore.
Questa valutazione, proposta da un canale del
servizio pubblico, non va d'accordo con la
pubblicità redazionale del sindacato padronale
delle industrie dei medicinali (Leem), per le
quali «la ricerca avanza, la vita migliora» (una
campagna fatta su France Info e Radio Classique,
oltre che sui tre canali di France Télévision).
Il 4 luglio, la cronaca è sostituita, senza
spiegazioni, da un intervallo musicale.
L'11, il Leem usa il suo «diritto di risposta»
per attaccare le «accuse senza fondamento» di
Winckler.
Da quel momento, di fronte alle insistenti domande
poste dagli ascoltatori, le spiegazioni dei
responsabili diventano sempre più imbarazzate.
Tra lo stupore generale, è Randall Tobias, l'ex
presidente di Ely Lilly - fortunato produttore del
Viagra - , l'uomo scelto da George Bush per
gestire il fondo americano per la lotta contro
l'aids (15 miliardi di dollari in cinque anni). «I
suoi rapporti con l'industria farmaceutica hanno
suscitato forti perplessità: Tobias s'impegnerà
a garantire l'accesso a medicinali generici a
basso costo - si chiede, nel suo editoriale del 12
luglio 2003, The Lancet, uno dei più importanti
giornali di ricerca medica - o comprerà versioni
sotto brevetto, proteggendo così gli interessi
delle industrie americane ?».
Il formidabile braccio di ferro commerciale sui
brevetti farmaceutici, che oppone da molti anni
alcuni paesi del Sud alla triade Stati
uniti-Unione europea-Giappone (l'88% del consumo
totale di medicinali nel mondo), è finito, alla
vigilia della riunione dell'Organizzazione
mondiale del commercio a Cancun, con la vittoria
delle «Big Pharma», guidate dalla ditta
americana Pfizer; la marea di limitazioni che verrà
imposta al commercio dei generici garantisce loro
uno stretto controllo su questo mercato.
A Washington, il voto del 23 luglio 2003 alla
Camera dei rappresentanti era scontato: il
progetto di legge che autorizza l'importazione di
medicinali che all'estero costano meno che negli
Stati uniti superava la tradizionale
contrapposizione politica. Ottantasette
repubblicani si sono aggiunti ai 155 democratici
per approvare una legge che costituisce una sfida
alle case farmaceutiche - medicinali di largo
consumo, come l'Augmentin, possono costare, negli
Stati uniti, tre volte il loro prezzo in Europa.
Editore di CapitalEye.org (un foglio specializzato
nell'analisi dei contributi elettorali), Steven
Weiss non ha difficoltà a ricostruire la mappa
dei settori politici: tra il 1989 e il 2002, i
parlamentari che hanno votato «no»,
conformemente agli interessi delle ditte
farmaceutiche, avevano ricevuto da queste ultime
contributi per la campagna elettorale tre volte
superiori, in media, rispetto a quelli che hanno
votato «sì». Nel 2002, e prendendo in
considerazione solo i democratici, i parlamentari
che hanno votato «no» avevano ricevuto cinque
volte più regali degli altri !
Di chi sono i «rappresentanti» ?
Bombardati da slogan che assimilano «ricerca» e
«vita», raramente ci si interroga sul legame
reale tra i bisogni sociali relativi alla salute e
le priorità di sviluppo di questo o quel nuovo
medicinale.
Le malattie tropicali non sono più all'ordine del
giorno delle industrie farmaceutiche dalla
decolonizzazione.
Quali ricerche, indispensabili alla vita, ma che
non dispongono a valle di un «mercato»
sufficiente, sono sacrificate all'orgia di spese
di promozione per i «blockbuster», cioè i
medicinali il cui giro d'affari supera il miliardo
di euro ?
I principali responsabili di questa deriva sono i
poteri pubblici che formano i medici per poi
abbandonarli a un lavoro spesso solitario, senza
mezzi indipendenti per aggiornare le loro
conoscenze.
Va detto però che si scontrano con una lobby
molto organizzata, che non esita a utilizzare
l'intimidazione e il ricatto (nell'uso o
nell'immissione sul mercato delle novità
terapeutiche). Il paziente, da parte sua, non
dispone di alcun mezzo per farsi un'opinione
informata (al di fuori della pubblicità).
L'eventuale legalizzazione, da parte dell'Unione
europea, della pubblicità diretta nei confronti
del pubblico, rischia di fare aumentare ancora di
più la confusione.
L'emarginazione della componente politica (che è
poi l'altro nome del «buco» della sicurezza
sociale) non è irrimediabile: diverse proposte
permetterebbero di coinvolgere pazienti e medici
nelle scelte sulla salute - come hanno fatto,
senza aspettare inviti, i malati di aids. Come
prima cosa si dovranno scardinare i paletti
intellettuali solidamente costruiti dalle case
farmaceutiche con la pratica di garantire la
carriera ai ricercatori scientifici che aprono
loro i mercati emarginando gli altri, di comprare
i favori o la complicità di alcuni media, di
viziare i «buoni prescrittori» e diffidare dei
medici «passatisti» che tendono a prescrivere
buoni, vecchi medicinali sperimentati...
L'industria - sistematicamente depredata dalla
finanza, e con favolose riserve di contanti - fa
regnare, su tutti i protagonisti, un preoccupante
controllo delle opinioni. I fatti di piccola
corruzione ordinaria indotta da queste pratiche
hanno finito con il corrompere, a tutti i livelli,
il contratto sociale relativo alla sanità
pubblica.
(Traduzione di G. P.) Fonte: Le Monde
Diplomatique
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Chi fermera'
l'egemonia delle
case farmaceutiche e il
controllo su scienza e salute ?
La scienza proveniente dall'America, in
particolarmente quella impartita dall'Aministrazione
Bush non finira' mai di stupirci. Gli esempi
sono sotto gli occhi di tutti eppure si stenta a
muovere un passo o a criticare l'operato di
certe istituzioni.
ll
"Texas Medication Algorithm Project"
(TMAP -
Progetto di algoritmo farmaceutico del Texas)
recentemente annunciato dall'Aministrazione Bush
e' stato dettato dall'operato di un gruppo di
esperti che hanno preso soldi dall'industria
farmaceutica. Il fatto e' stato denunciato da
Allen Jones tramite un documento che e' stato
pubblicato dalla "Law Project for Psichiatric
Rights", un'organizzazione no-profit. Allen
Jones e' stato ovviamente licenziato. Stessa
sorte per il
Dr. Stefan Kruzewski, psichiatra, licenziato
per aver denunciato "dubbie pratiche" per la
prescrizione degli psicofarmaci e l'incorrettezza
di alcune diciture riportate sulle etichette.
Pensate che l'applicazione di piani simili
tarderanno ad essere applicati qui da noi ?
Bene allora leggete questa notizia,
Psichiatria: l' Identikit Di 'Vittime' Disturbo
Bipolare... alzi la mano chi non rientra in
una delle descrizioni! Secondo voi questa e'
"scienza medica"?
In Inghilterra invece il governo starebbe
studiando un programma di
vaccinazione dei bimbi contro la dipendenza da
droghe e fumo, con annessa schedatura! Anche
questi sono palesemente piani di marketing per
espandere i guadagni dell'industria
farmaceutica.
Queste sono campagne di marketing che di
scientifico hanno ben poco. Vaccinare
"preventivamente" contro droga e fumo mi sembra
un racconto Orwelliano.
Vogliono far credere che
esista una predisposizione ?
Secondo voi la
cocaina e' un qualcosa contro la quale ci si puo' vaccinare ? Queste oltre ad essere delle
false affermazioni sono crociate morali e
antiproibizioniste che tentano di focalizzare su
problemi minori, come preoccuparsi del "fumo di
sigarette" invece che della qualita' dell'aria
che respiriamo.
Si spendono milioni per le
"campagne anti-fumo" quando e' risaputo che
''L'incredibile aumento di tumori di
questi ultimi decenni- afferma l'oncologo
Belpomme - non ha
nulla a che vedere
con il tabacco. In Francia solo un caso su
cinque di cancro ai polmoni e' legato al fumo''.
Un altro clamoroso caso di corruzione
farmaceutica sono le "Nuove
Guide per la lotta al colesterolo".
Una
commissione di nove esperti ha stabilito i nuovi
standard. Otto di questi nove esperti (non 6
come inizialmente denunciato) hanno preso soldi
da diverse case farmaceutiche che producono
farmaci anti-colesterolo e il fatto e'
confermato da una fonte
governativa americana.
Si parla spesso dell'America come la patria che
ha risolto il conflitto d'interessi. In America
oggi, risolvere il conflitto d'interessi
significa dichiarare pubblicamente la propria
corruzione. Questo significa. Quando sentite
parlare qualcuno di "conflitto d'interessi"
facendo riferimento all'America sappiate che
sta' facendo solo propaganda.
Non finisce qui. Bush ha avuto un'altra grande
idea per proteggere le industrie farmaceutiche e
mantenere inalterato il
Business Farmaceutico della Malattia:
secondo un articolo del New York Times (In
a Shift, Bush Moves to Block Medical Suits),
George W. Bush fermera' tutte le cause legali
contro le cause farmaceutiche sostenendo che i
consumatori non possono incriminare un
"prodotto" che e' stato approvato dall'FDA.
Bush sostiene che tutte queste cause possono
rovinare l'economia. Questo e' un fatto
gravissimo, illeggittimo e molto pericoloso.
Le recenti ammissioni delle connessioni tra
il Thimerosal e l'autismo, gli
antidepressivi e il suicidio e le continue
accuse verso le case farmaceutiche di nascondere
gli studi che dimostrano l'inefficacia dei loro
prodotti e i relativi effetti collaterali stanno
mettendo seriamente in difficolta' alcune
multinazionali. (vedi:
Junk Science)
L'Aministrazione Bush non e' la prima volta che
si schiare in difesa delle
multinazionali
mettendole al sicuro dalle cause legali dei
consumatori.
Infatti durante l'approvazione delle leggi sulla
sicurezza interna (Patrioct Act) e' stata
inserita una
clausola che scagionava le cause farmaceutiche
da possibili cause contro gli effetti
collaterali del Thimerosal
contenuto nelle vaccinazioni.
Tratto da:
http://www.newmediaexplorer.org -
24 Set.
2005
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Il Business
dei
Vaccinie dei
Farmaci+Dittatura
Sanitaria
1 - La rivista
“Nature” denuncia: esperti al soldo delle ditte
farmaceutiche - 04.10.2001
2 - Pieroni: Vergognosa pressione da Federfarma
- 05.03.2001
3 - Vaccini MMR: Non c'è trasparenza -
02.03.2001
4 - Farmaci - Il Business delle Sperimentazioni
incontrollate - 24.01.2001
5 - Doctor and Drug Industry Relationships
Questioned - 03.11.2000
6 - Prescrizioni "corrotte" medici sospesi -
03.07.2000
7 - U.S. Senate Hearings. Vaccines - conflict of
interest - 15.06.2000
8 - Vaccini che valgono oro - 10.05.2000
9 - I pediatri italiani frequentano meno i
congressi se le ditte farmaceutiche non pagano
più gli accompagnatori \accompagnatrici -
07.02.2000
10 - British Medical Journal : Riviste mediche
accusate di essere "riconoscenti" verso le ditte
farmaceutiche - 19.11.1999
11 - DC chiede moratoria per vaccino epatite B -
02.09.1999
12 - Quanto sono pagati i medici australiani per
vaccinare i bambini ? - 28.06.1999
13 - Tutta la politica vaccinale americana è
decisa in base a "legami incestuosi" con le
ditte produttrici di vaccini - 28.06.1999
14 - La Merck & Co ricava 900 milioni di dollari
(circa 800 milioni di euri, ndr)
ogni anno
dalla vendita dei
vaccini..afferma Tom Bethell, in “Shots in the Dark”, The
American Spectator - May 1999
15 - La Merck - Sharp & Dohme è una delle grandi
multinazionali che producono i vaccini. Uno dei
2 vaccini per l’epatiteB
venduto in Italia, il Recombivax HB, è prodotto
dalla Merck.
L'altro, l'Engerix
B, è prodotto da un'altra grande
multinazionale molto attiva nel campo dei
vaccini , la SmithKline Beecham.
16 - Il CDC di Atlanta è
finanziato
dalle
ditte che fanno
i vaccini
!!! - 27.04.1999
The results of medical studies are likely to be
tainted or flawed if they are funded by industry
and researchers have a conflict of interest -
19.10.1998
Commento NdR:
eccetera...ecc., ecc.
Ma il vero problemaNON e’ solo l’utile derivante dalla vendita dei
vaccini ai vari stati, ma dal denaro ricavato
dalla vendita di
farmaci e servizi per le
malattie indotte dai
Vaccini
! ......Quello e’ il
VERO
BUSINESS (Vaccini
e Farmaci) ! E' ormai evidente che…..il
"diritto" andra'
"storto"...per la
tangente.....magari corrompendo i
politici ed i giudici locali…..
come spesso fanno le imprese farmaceutiche da decenni
in tutto il mondo…con le collusioni con….. tutti
coloro (vari enti ed
organistatali e non) che decidono
nella sanita’ pubblica e privata…del
mondo intero seguendo le direttive di
Big Pharma....