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I TEST
NON SONO
AFFIDABILI
+ vedi anche:
I test dell'Aids +
Test aids 2
I test non sono affidabili. perchè non
individuano direttamente il virus, ma una reazione tra
anticorpi e proteine che si pensa siano dell'Hiv,
ma non è stato MAI dimostrato;
anche se queste proteine appartenessero all'Hiv, altri
anticorpi potrebbero reagire con questi antigeni e dare
così falsi S+ - vedi:
Bugie sull'Aids
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Caro Direttore, il Val Turner
(The Ying and Yang of HIV) ha ragione nelle sue argomentazioni che non vi é
prova scientifica che esista lHIV. Ne consegue che tutte le procedure di test vanno bloccate.
vedi Yin e Yang
Di recente ho avviato il Gruppo per lAnalisi
Scientifica dei test fraudolenti per lHIV, onde poter aiutare le persone a fare scelte informate
riguardanti la scienza disonesta alle spalle dei cosiddetti test per gli anticorpi
dellHIV.
Tutte le procedure putative per il test dellHIV (PCR/carico
virale/genetica) sono non specifiche,
non standardizzate e non riproducibili; diversi kit
di test producono diversi risultati; e paesi diversi hanno criteri diversi su quanto
costituisce un risultato HIV-positivo.
Vi sono 60 condizioni conosciute per produrre un risultato HIV-positivo,
comprese epatite, influenza e malattie immunitarie.
I test HIV non rilevano, e
non potranno mai farlo, lHIV perché un simile ipotetico retrovirus non é mai stato
isolato.
Il prof. Gordon Stewart et al. hanno scritto su Lancet (21 agosto 1999):
...perché lHIV non é mai stato isolato da microscopi elettronici o
ultracentrifugazione gradiente da materiale di co-coltura cellulare proveniente da un
qualsiasi paziente africano ?
O da qualsiasi altro in tutto il
mondo ? Il fatto é
che le particelle di HIV non
sono mai state viste,
isolate o recuperate da sangue o plasma non da coltura.
Il prof. Gordon Stewart ha anche sostenuto su Current Medical Research and
Opinion (13[1O]:627-634, 1997):
Al momento non vi sono basi scientifiche per usare questi test per provare
linfezione da HIV.
Alla Conferenza Mondiale sullAIDS di Ginevra del
1998, alla sessione del primo giorno, Test HIV: Domande Aperte sulla
Specificità, venne affermato: Il significato dei test HIV attualmente
utilizzati é sconosciuto ed é urgentemente necessaria una rivalutazione.
Sino ad oggi Robert Gallo, il prof. Luc Montagnier, il dr. Jay
Levy, il prof.
Richard Tedder e il prof. Robin Weiss non hanno provato che lHIV esista come un
retrovirus isolato/purificato.
Pertanto non etico, é fuorviante e irresponsabile
promuovere un test HIV fraudolento.
Chiunque abbia bisogno di ulteriori informazioni può contattare il nostro gruppo
al seguente indirizzo.
Distinti saluti,
Alex Russell, Vicedirettore, Continuurn Magazine;
The Group for Scientific
Analysis of Fraudulent HIV Testing, 4A Hollybush Piace, Bethnai
Green, E2 9QX, UK, tel +44 (0)171
6133909, fax ±44 (0)171 6133312, e-mail
continu@dircon.co.uk
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LOS ANGELES (California), 24 luglio 2007
Non tutti gli sportivi hanno reagito alla notizia della
sieropositività con la forza d’animo di Magic Johnson
(né lo si poteva pretendere).
Nel 1996 Tommy Morrison aveva 27 anni, due titoli di
campione del mondo dei pesi massimi (Ibf e Wbo) e un
ruolo importante in "Rocky 5" già alle spalle, un
cammino che il furbo Don King gli stava facendo
percorrere match dopo match per arrivare al big fight
contro Mike Tyson da grande rivale bianco. Poche ore
prima di un incontro con Arthur Weathers a Las Vegas, il
suo manager gli comunicò che il test Hiv di routine
aveva dato esito positivo, cosa che annullava la sua
licenza di pugile. Tre giorni dopo Morrison convocò una
conferenza stampa nella quale ammise una vita sessuale
molto promiscua, e sparì dalla circolazione.
DUBBI
SUL TEST
Ricomparve qualche tempo dopo nelle pagine di cronaca
nera, con una condanna a 14 mesi per guida in stato di
ubriachezza.
Morrison ha sempre negato la validità del test,
sostenendo che si trattò che si trattò di un errore nel
migliore dei casi, e di un piano dei promoter per
levarlo di torno nel peggiore. Suoi interventi sono
comparsi anche sui siti che confutano la reale esistenza
dell’Aids, considerandolo piuttosto un complotto
governativo.
All’inizio di quest’anno, sostenendo che un nuovo test
non aveva rilevato tracce del virus, ha ottenuto una
licenza in Virginia tornando a combattere dopo 11 anni.
Ma prima di riammetterlo sui propri ring, i più ricchi,
il Nevada pretende nuovi controlli, considerando più che
validi quelli del ’96. E tra un ricorso e l’altro, il
caso Morrison continua.....per le pressioni di coloro
che insistono sul test che e' chiaramente faudolento....
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